Giusto in tempo

Poco meno di due mesi fa ero a tavola con gli zii per festeggiare il successo di mio cugino, il più piccolo. Si era diplomato all’Accademia, è Interior Designer. È bravo. Molte domande erano rivolte a me, come ti senti allora ci lasci quindi te ne vai e I. lo vedrai sì che lo vedrai quando inizi ma cosa farai esattamente comprato il volo? Mio cugino ha ricevuto comunque le dovute attenzioni, sia chiaro. La festa era sua. 

Mentre il barbecue sfogava fumo, il sole ci prendeva in pieno e Teo, il cane nuovo, cercava di mangiare ogni cosa, il nonno di mio cugino compariva sulla porta del garage, di fronte al cortiletto dove avremmo mangiato e festeggiato e risposto a ogni domanda con pazienza. Il nonno di mio cugino era il padre di mio zio, una precisazione. Quando ero piccola non capivo bene come e se chiamarlo. Nonno non era corretto, non era mio parente e comunque non era mio nonno, però mi sentivo a disagio a usare il nome proprio. Lui era grande, io ero bambina, non esisteva chiamarlo per nome. Per un po’, quindi, era “tuo nonno”, distanze. Dopo i 18 anni è diventato R. e basta, senza troppi giri di parole. “Ciao ragazza” “Ciao R.”. 

Prima ancora che fosse pronto da mangiare si è seduto all’ombra, restio, e mi ha chiesto come va. Va che parto, tra poco a dire il vero. Parti? Parto. Magari zio non ti ha detto ma vado a vivere a… Vado in America. In America? Ahhhh signor. In America. Ben. Eh sì. Ben lontano. Abbastanza, sì. Ben ben ben, sempre con quel moroso? Vediamo. Ben ben, America. Brava. Grazie. 
Oggi mio padre mi ha avvisata che mentre ero in volo R. se ne è andato. Non è stato improvviso, però è successo e la prima cosa che ho pensato, che è poi la prima cosa che ho pensato quando è successo a mia nonna nel 2008, è stata: quando l’ho visto e cosa gli ho detto? Non si sa mai davvero quando e come qualcosa o qualcuno finirà e allora mi sono chiesta cosa ci eravamo detti. Mi aveva detto “America? Ben, ben, ben”. 

Era bravo col legno, faceva dei bei mobili, sembrava una persona che sta bene, mi ha presa in giro una volta perché dovevo aver fatto la sbruffona e ricordo che indossavo un vestito verde di merda e avrò avuto 14 anni al massimo, parlava dialetto veneto, era sposato.

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