Toscana

Mi sono addormentata in volo, molto prima che le hostess finissero di indicare a me e a tutti gli altri passeggeri le uscite di sicurezza che comunque sono lì e lì. Ogni volta le istruzioni sono uguali, mi sento sempre in diritto di non ascoltarle, ma poi scendo dall’aereo, arrivo sulla navetta e sono convinta di averle scordate e mi dico che la prossima volta starò attenta, perché nella vita “non si sa mai”. 

Mentre chiudo gli occhi sento un leggero tamburellare nelle costole. Il tizio dietro che continua a muovere le gambe e a premere contro il mio schienale. Bam bam bam. Ok, smettila. Non smette. Mi sta infastidendo, sento che vorrei girarmi e dirgli subito di farla finita, se è nervoso potrebbe chiedere qualcosa per dormire oppure perché non inizia un libro? Gli presterei il mio, quello che ho comprato due mesi fa, d’istinto, solo perché lo suggeriva la ex del mio ragazzo. Ho pensato che era un modo per conoscerla meglio e capire che non la odio, che non ha senso essere gelosa di una persona che lui si è lasciato alle spalle. In realtà del libro, all’inizio, mi fregava poco, ma poi mi è piaciuto. Parla di donne trentenni con crisi di nervi per qualsiasi cosa e mi fa sentire meglio, mi fa sentire normale. La sua ex è una specie di bookblogger famosa, una di quelle professioni che mi hanno fatta sentire piccola e stupida ai primi appuntamenti, per poi rendermi completamente succube del suo profilo Instagram. Mi sento un’amica, anche se non ho mai premuto “Segui” sul suo profilo. Non che sappia di me, anzi, ma preferisco così, mi vedo come una specie di voyeur, i social a volte sono puro feticismo. 

Il tizio insiste, bam bam bam. Mi dà così fastidio eppure non riesco a girarmi e rompere le scatole e farlo vergognare di fronte agli altri passeggeri con una scenata. Vorrei essere quel tipo di persona a volte, il genere di persona che non si fa problemi e si lamenta, protesta, dice agli altri cosa dovrebbero o non dovrebbero fare e cerca di rendere questo mondo un luogo più civile ed educato. Io li chiamo “gli scandinavi”: nella loro testa tutto è così preciso e onesto e incontaminato. La carta va lì, la plastica senza l’etichetta va qui e il vetro invece starebbe meglio in quel contenitore. Io faccio la differenziata, solo che sono pigra e se devo controllare tutte le confezioni mi annoio e divento tremendamente irritabile. La ex bookblogger avrebbe suggerito un libro che parla di donne con difetti simili e tutti i suoi follower avrebbero prontamente acquistato il volume creando recensioni su aNobii. Se ancora si usa aNobii. Io lo uso, male e poco, ma lo uso. 

Ora il tizio ha deciso di allungare le gambe e toccarmi le caviglie. Neanche pensavo che si potessero toccare i piedi dell’altro perché sotto i sedili ci dovrebbero essere i salvagenti in caso di incidente. Allora forse non ci sono i salvagenti, avrei dovuto ascoltare davvero la hostess di fronte a me. Gli ho pestato il piede, spero capisca da solo che mi sta importunando e che il suo spazio è limitato quanto il mio e si devono rispettare gli spazi di un volo low cost. Se fossi quel genere di persona che glielo fa notare a quest’ora avrebbe probabilmente smesso scusandosi e mortificandosi per la maleducazione. Oppure avrebbe ignorato le mie parole, fingendo di dormire o replicando che lui è alto 1.90 e non ci sta, le ginocchia gli tremano, i piedi sono più lunghi del normale, io sono 1.60 e per me un volo low cost è una reggia. 

Vaffanculo, gli rispondo, ma è solo nella mia testa. Non mi sono neppure girata per lanciargli un’occhiata, non so come sia fatto, magari sarei uscita con uno così perché al ristorante, al cinema o in un pub non avrei mai saputo che era un coglione che disturba i passeggeri sui voli low cost delle 7 del mattino. Certi dettagli odiosi di una persona li scopri quando ormai la conosci da un po’ e non te la sentiresti di lasciarla “per una sciocchezza simile”. Se tutte le relazioni fossero oggettive saremmo in un mondo di single. Se tutti gli atteggiamenti che ci irritano del nostro partner venissero valutati esattamente come valutiamo quelli degli sconosciuti saremmo già arrivati alla Terza Guerra Mondiale. Penso che sia una considerazione molto intelligente, magari me la appunto e la cito in qualche discorso dove voglio apparire in gamba. Non credo di essere davvero in gamba, per questo seguo una ex bookblogger e altre decine di influencer. Mi piace che si piacciano tanto, mi piace pensare che seguire gente interessante mi renda interessante.

Il tizio non molla il colpo, bam bam bam. Se sapesse che mi ha svegliata mentre dormivo magari si sentirebbe in colpa. Ho pensato di fare qualche dispetto, ho pensato “adesso scoreggio”. Perché no? Sono sicura di averne respirate tantissime, alcune inconsapevolmente, altre impossibili da camuffare. Non lo faccio, alla fine, perché so che disturberei solo quello accanto a me e non il mio obiettivo principale.

Finirebbe con il mio vicino che chiama la hostess, si lamenta, e da bravo scandinavo mi rimette al mio posto indicandomi la direzione giusta verso la civiltà.

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7 pensieri su “Toscana

  1. Avresti dovuto dirgli (e cito):

    “Ma stronzo del cazzo, hai rotto i coglioni. Sto cercando di dormire. Sti giargiana che prendono l’aereo, figa che nervi”.

    Dito medio.

    Sonno.

    (No, non è vero. Ma educatamente si può dire di tutto. Io una volta sull’aereo ho fulminato con lo sguardo due vecchie che facendo le parole crociate gridavano. Hanno miracolosamente abbassato la voce).

        1. Qualcuno spero venga pagato prima o poi per suggerire libri, ma attualmente dubito che lo si consideri un lavoro – anche se, fatto bene, sarebbe un lavoro fighissimo.

          1. C’è Anobii che ti permette di farlo aggratis.

            Solo che a me pesa il culo scrivere recensioni e quindi metto solo le stelline.

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