Poi ti guarderai indietro e non te ne preoccuperai più

Quante volte sentiamo dire da un amico/genitore/personaconcuibeviilcaffè una frase simile, se non esattamente questa frase? Non è sbagliata, neppure troppo stupida e di circostanza. È anche una bella frase, lascia intendere che l’altro, colui o colei che te lo dice, ci tiene a non vederti in preda a grandi ansie e con la bussola completamente ribaltata. È un modo possibile di essere sinceramente positivi e ottimisti di fronte a situazioni di paura o amarezza, ché sono due sensazioni decisamente complesse da affrontare e per cui ancora dubito che esista un manuale efficace. La droga forse è efficace, ma tenderei a non consigliarla su questo blog. 

Io, per esempio, mi trovo spesso davanti a un momento “patpat”. I momenti patpat sono quelle situazioni tipiche, in cui di fronte hai una persona che sospira da almeno 17 minuti e fa quel rumorino con la bocca e le guance, massì, quella cosa di schioccare scocciato per dire “sì, vabè, che vita infame, che momento del cazzo, che rottura” eccetera. Quel clac sancisce l’arrivo di una presa di posizione da parte dell’auditore: adesso devi dì qualcosa che tiri su, una bugia immensa ma non esagerata, una cosa non falsa ma che non sia eccessiva sennò pare che sei un coglione. 

Per uscire da un momento patpat, ovvero quel caso in cui la persona di fronte necessita una leggera e incoraggiante e quasi onesta pacca sulla spalla senza giudizi e commenti logici, ma solo puro sentimento, ecco, dicevo, per uscire da un momento patpat la frase che sorge spontanea è “via, un giorno ripenserai a queste cose, quisquilie proprio, e vedrai che non te ne fregherà più”. Tale frase ha mille e più varianti su base geografica, relazionale, di genere e di età degli interlocutori, ma in buona sostanza il senso è uno solo: guarda che siamo fatti per dimenticare. 

Dimenticheremo Milano, dimenticheremo la timbratura in ufficio, dimenticheremo l’attesa di 13sima e 14sima, dimenticheremo un compleanno (poi due, poi tre, poi scorderanno il tuo) e dimenticheremo che l’aperitivo dopo le 19 è uno sballo – se è estate. Dimenticheremo anche che ti piaceva, che ti annoiava, che ti stimolava, che ti opprimeva, che ti trattava da scema o che ti ammirava eppure manco un limone? Dimenticheremo e dimentichiamo davvero molte moltissime cose e ci basta poco, non è questione di essere stronzi. Basta cambiare città o circolo o anche solo recuperare un nuovo fidanzato.

Metto in chiaro alla fine che secondo me è un discorso che vale per cose da poco conto, per sensazioni amarognole che graffiano in superficie ma che sono lente e bastarde quando vuoi cacciarle via. Non ti preoccupare, se oggi hai paura, se oggi hai l’ansia, se oggi pensi che poteva finire meglio, beh, domani ti guarderai indietro e non sarà poi così importante.

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3 pensieri su “Poi ti guarderai indietro e non te ne preoccuperai più

  1. … Io credo di essere l’unico stronzo che nel momento PATPAT, ti piazza il carico da 90.

    Ma in realtà ho solo un pessimo senso del tempismo.

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