Su.

In giorni così, che sei sul terrazzo dell’ufficio a guardare i tetti e le signore dei palazzi di fronte, con un po’ di tramonto negli occhi, penso a tutte le cose che facevo e non faccio più. Penso a come scrivevo, alla passione instancabile per i progetti piccoli, alle ore sprecate sui progetti grandi, alla scelta di lavorare subito perché 5 anni fa andava di moda dire “è già tanto se trovi uno stage”.

Sono su una panchina, sono quasi sempre su una panchina quando mi viene voglia di pensare, e non fa neanche troppo freddo. Non ho niente da scrivere, volevo solo farlo. Perché sta calando il sole ed è uno dei miei momenti preferiti in assoluto, perché ci sono i palazzi gialli, blu, rossi, bianchi e perché c’è puzza di fumo. Io non fumo, gli altri sul terrazzo sì. Respiro il loro.

Ho il cappotto, che non serve a niente, e ho le calze scure, che servono ancora per qualche settimana, e lascio lì la panchina, tornando dentro, aprendo porta bianca e chiudendo questo post.

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