E se poi te lo meriti?

Quando la mia amica L. ha lasciato il suo ragazzo e il suo ragazzo ha deciso di aggiungere tutte noi amiche in un gruppo whatsapp di cui, ancora oggi, non ho capito il senso (e da cui mi sono tolta dopo 15 secondi), io le ho fatto una scenata.

Non so perché l’ho fatta, non l’ho capito pur essendo passato più di un anno, pur essendo passata la data in cui doveva sposarsi e io avrei fatto da testimone, e pur avendo vissuto tutte noi sulla pelle situazioni più o meno tempestose come la sua. Ho visto quel gruppo, ho letto le parole di lui e le ho gettato addosso un misto di rabbia e delusione. Forse ero arrabbiata perché stava cambiando qualcosa a cui ero praticamente abituata. Ma ripensandoci, perché doveva sconvolgermi tanto? Ero anche molto felice della scelta, e poi non è forse vero che l’amicizia può arrivare fino a un certo punto, ma poi è la tua vita e basta? 
Beh, qualunque fosse il motivo della mia illustre sfuriata da bambina dell’asilo, quella sera mi sono sentita particolarmente sola. Avevo smesso di capire un’amica nel momento del bisogno, avevo fondamentalmente perso un fidanzato a chilometri di distanza e stavo dando di matto.
È stato abbastanza facile rovesciare qualunque cosa mi venisse in mente verso una chat su whatsapp, e verso un’incolpevole L. che neppure c’era dentro, ovviamente. 

Anche oggi, a poche ore dalla mezzanotte, dal 6 novembre che rappresenta il mio ottavo anniversario, mi viene una gran voglia di riversare odio, stanchezza e autocommiserazione su una chat, un’altra, e di andarmene a letto con la consapevolezza che sarò stata una stronza, ma almeno ho fatto qualcosa.
Ecco, qui c’è il grande errore: non è mai fare qualcosa rovesciare un cestino di improperi, è solo uno sfogo. Fa bene, certo, è anche piacevole, ma è solo una sensazione di operatività. Alla fine, soprattutto se quel disastro ecologico si getta su un mezzo digitale, non avremo comunque fatto nulla e tutto sarà un giro in tondo. Si torna al punto di partenza, le chat si eliminano, i messaggi si possono reinterpretare, senza guardarsi in faccia puoi essere la persona più valorosa del mondo. Ma comunque la vedi, sei un piccolo vigliacco con tante cose da dire
Quando alla fine ti accorgi che è il momento di chiedere scusa, di respirare, di non essere impulsivo, passa anche la frenesia di agire. Perché non hai mai voluto agire, non hai mai davvero cercato di essere “severo ma giusto”, di presentarti come un modello di grande rispetto. Uno che ha idee forti, che si esprime a costo di farti corrucciare. 
No. Stai annaspando per dare una dimensione e un ruolo a quello che sei, ma nel mentre scoreggi su una chat di whatsapp mantenendo alto il tuo onore di persona sempre pronta con una soluzione.

E se poi ti accorgi che le soluzioni non le hai, hai solo tante idee, alcune buone alcune deprimenti, e ti rendi conto che sei tu il fidanzato mollato che riunisce nelle chat tutti i ricordi che aveva?

E se sei proprio tu quello che crede di fare tanto, ma alla fine aspetta di essere mollato e si libera della colpa con un messaggino?

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5 pensieri su “E se poi te lo meriti?

  1. E se invece respiri, cerchi di calmarti, ma ti gira ancora di più il cazzo? Andare a letto senza passare dal via?

    1. Questo è il rovescio della medaglia, potrebbe anche peggiorare. E andare a letto arrabbiati (con se stessi) è un po’ una seccatura. Io sono pro-nanna se la serata sta diventando una merda totale. Meglio dormire alle 20 piuttosto che arrancare col cazzo girato fino a mezzanotte.

      1. Ma stavolta, stranamente, non è colpa mia.
        E so che può suonare banale e scontato, dato che si pensa sempre non sia colpa propria… E so anche che una persona tende a dire “Ma stavolta non è davvero colpa mia”.
        Che poi è un mix di incazzatura con me e con un’altra persona. Il ché complica tutto… Ma non penso questo sia l’angolo “Clèr crocerossina”, perciò mi taccio.
        Comunque fa sempre piacere loggare per leggerti e commentare.

        1. scusami, mi ero persa il tuo commento, perché ho provato a scrivere 10 volte 10 post diversi e ogni volta mi sembrava di non avere nulla da dire e non guardavo nulla, neppure i commenti. Ma comunque sia, puoi usare questo spazio come sfogatoio e crocerossa quando vuoi.

          1. Non ti preoccupare, facevo la stessa cosa pure io quando scrivevo.

            Tra l’altro, pure io sono fuori tempo massimo con le risposte.

            Gg;Wp Coso.

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