Dare opinioni bastarde sui libri è divertente

Come molti altri, ho letto questo ottimo articolo di Vitiello su Internazionale: http://archivio.internazionale.it/diamo-lo-strega-a-gigi-dalessio

Si tratta di una critica ironica e sagace sull’ultima “fatica” letteraria di Margaret Mazzantini. Premesso che io non sopporto la scrittrice in questione per due motivi, uno irrazionale e uno molto razionale, leggendo l’articolo mi sono spanciata dal ridere. A seguire ho letto alcuni commenti e ho fatto una mini analisi di chi aveva condiviso sui social il pezzo, poi con un rapido calcolo improvvisato ho finalmente visto la luce: chi legge buoni libri, ma buoni davvero, condivide ogni parola scritta da Vitiello. Chi legge e basta, tanto o poco, di qualità o pipponi filosofici, si interroga sul perché commentare così un libro: “se non vi piace perché lo leggete?” come se nel mondo si potesse parlare solo di ciò che mette tutti d’accordo. Infine, chi non legge affatto o legge solo sciropponi – da Vespa a Christian Grey – neanche si è domandato se la Mazzantini è una scrittrice capace e talentuosa: l’ho letta, bello Non ti muovere, boh forse ho visto il film.
Di tutti probabilmente dovrei preferire la prima categoria, quelle persone che hanno capito davvero che leggere è una passione, è un gioco, ma è anche uno sforzo mentale, è un arricchimento, è qualcosa di intenso. E criticare è anche e soprattutto un divertissement. Eppure i più simpatici restano quelli dell’ultima che andrei a definire come “a-menosi“, gente che non sta troppo a guardare se un libro fa cagare o meno, ma cerca prima di capire cosa può trarne. Mi farà ridere? Mi farà piangere? Mi farà cantare? Mi farà superare l’annosa stitichezza? Fondamentalmente credo che autori come la Mazzantini esistano grazie a loro così come cantanti come Nek esistono grazie a non so chi. 
Come fa un cantante belloccio ma normale, intonato ma senza anima, bravino ma non eccelso, che non ha mai in mano uno strumento vero a sopravvivere a Spotify, a Fragola, agli anni Novanta e ai cd? Esattamente come fa una scrittrice brava ma senza grandi picchi di genio, coordinata nella stesura delle frasi ma senza un metodo innovativo, con storie carine ma senza enorme passione a vivere di soli libri: grazie al vivacchiare medio. 

Chi riesce a inserirsi nel mondo – dell’arte, del lavoro, del tutto – senza spiccare ma restando sempre sull’onda vive benissimo, e senza neanche doversi guardare indietro. Diciamo che è un po’ come inventare il thermos che si scalda con la presa usb: carino, per qualcuno utile, ma avevi già un thermos e già una porta usb, la gran fatica di unirli non ha certo cambiato l’umanità.

Se fossi un’accanita lettrice della Mazza <3, mi sentirei molto realizzata sentimentalmente dai suoi libri visto che racconta di labbra umide, occhi che fissano capezzoli e strane fisse mentali che sfociano nel perverso. Per me è troppo intellettualoide, troppo metafisica ma senza averne le capacità reali, troppo tutto. Ho due suoi libri, entrambi molto apprezzati, poi credo che abbia svaccato. Un po’ come gli unici due libri di Baricco che ho in libreria, perché poi anche lui ha svaccato. 
Vorrei anche chiedere perché svaccano ma credo che sia una domanda troppo intima e poi, temo, loro non si sono accorti di svaccare mentre svaccavano (cit. Ligabue).

Non essendo un’accanita lettrice della Mazza :(, credo che Vitiello abbia preso in pieno il punto dei suoi romanzi: se scrive Anna Tatangelo che le stelle sono blu mentre nel mio petto strisci tu, allora è una sfigata che può solo andare a Sanremo e che ha raggiunto l’apice grazie alle tette nuove. Se lo scrive Margaret Mazzantini, figlia d’arte, moglie d’arte, madre d’arte allora è un bestseller che almeno 10 casalinghe su 15 hanno letto e tenuto accanto allo Swiffer.
Cosa si muove nel cervello dei lettori per farli dire che la Mazzantini è capace e bravissima ed emozionante, così come 50 sfumature di grigio è stimolante, hot e femminilissimo? Se la scrittura è un giro di parole a vuoto, visto che viviamo in un mondo fatto di torbide relazioni umane piene di formalità, come si fa a rilassarsi con libri altrettanto pieni di sinonimi e contrari che non apportano nulla di nuovo? 

Che ognuno legga ciò che ama di più, ma prima o poi spero che i veri bestseller saranno libri che fanno il loro sporco dovere: renderci persone stimolanti e stimolate (keep out malizia).

fascette sincere

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