Deludentonti

Oggi mi sento da schifo, ma questo capita. Anche ieri mi sentivo da schifo, e anche questo, dopotutto, capita. Succede che per quanto una persona voglia essere diversa, forte, combattiva e brillante, alla fine arriverà a sentirsi comunque da schifo se è portata a non affrontare con il massimo della freddezza ciò che le succede.
Nei miei sogni io sono una donna che non si lascia ammorbidire o intenerire e che se le dici “sei una persona speciale” ti lancia i coltelli. Nei miei sogni sono una rigida, acida, misantropa figa di legno.
Purtroppo i sogni non sono né desideri né un passo verso ciò che si realizzerà. Nel mio caso, e credo anche nel vostro, difficilmente posso trasformarmi in qualcosa che non sono, è improbabile che subentri in profondità un modo di essere completamente diverso da quello che davvero senti di essere.
Mentre scrivo queste righe c’è un Babbo Natale ciccione e pelato che attraversa in calzamaglia la via milanese. Mi fa tenerezza. Mi fa pensare che di tutte le sfighe che uno può avere, finire a fare il Babbo Natale ciccione in calzamaglia fuori dai negozi sia il TOP assoluto. Quindi in qualche modo c’è dell’egoismo solidale in me: potrei stare peggio, parafrasando Mel Brooks.
Anche se è davvero difficile.

Lo stare di merda, non casualmente, deve sempre rispondere a qualche regola calata dall’alto dell’Olimpo della Sfiga:

1) coincidere con la mesta stagione invernale
2) coincidere con la festa che odio più di tutte: Natale
3) coincidere con la solitudine sentimentale e/o amichevole e/o familiare
4) coincidere con molto lavoro aka stress aka supercazzole noiose
5) coincidere con la voglia di bere the e tisane in quantità britanniche

Oggi e ieri, che appunto stavo da schifo, ho pensato che una soluzione plausibile fosse incastrarsi le dita nella portafinestra, sbattere il mignolo contro il comodino, lasciare le mutande sporche nel bagno, dimenticare in frigo una fetta di pollo scongelata. Cose terribili di questo livello mi avrebbero almeno aiutato a reggere il contraccolpo. Invece sono stata puntuale e ordinata come sempre. 

Come si fa a stare meglio? Mi chiedo: c’è una qualche ricetta? La risposta, lo so, potrebbe essere “no”, ma vorrei lavorare affinché un giorno milioni di aspiranti acide fighe di legno smettessero di sentirsi prendere a pesci in faccia e poi risolvere il tutto con “però sei una persona stupenda”.
ODIO-ESSERE-UNA-PERSONA-STUPENDA-E-COMUNQUE-NON-LO-SONO-VAFFANCULO-CAZZO-VUOI-SPARATI.

Cosa significa nel gergo malato dei Deludentonti che dopo la mazzata butti un complimento? Ma buttarti sotto un tram fuori controllo, invece? Così, per dare una proposta.

Comunque sia, la quantità di dolci ingeriti per dimenticare che questo periodo dell’anno mi trasforma in Hugh Grant depresso in About a Boy non mi ha privato della forza di andare avanti, farmi addirittura una doccia, chiacchierare amichevolmente con gli amici e chiudere per sempre una porta molto grossa, pesante, impegnativa, di quelle che non hanno attaccate la scritta “Tirare” o “Spingere” e sbagli sempre verso, comunque vada. 

Ora non voglio tirare, non voglio spingere e non voglio nient’altro che un Babbo Natale ciccione e pelato in calzamaglia che mi fa pensare: “beh, potevo stare più male”.

E comunque avevo proprio voglia di scrivere: vaffanculofottiti.

broken_down___by_jonasaddict2-d4a5n0t
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