Il compleanno che viene una volta l’anno

Tra circa un’ora sarà il 26 giugno e il 26 giugno è il mio compleanno. Sono particolarmente attratta dai compleani, nel senso che mi piacciono e che li festeggerei sempre, i compleanni di chiunque incontro, con danze folli e regali da magnate del petrolio. Mi ridimensiono solo quando mi rendo conto che amare il proprio compleanno non significa necessariamente che, dopo 26 anni, qualcuno ti darà retta. Nemmeno gli amici. Soprattutto gli amici.
Tutto nasce dal fatto che superati i 18, quando si festeggiava anche per il cambio primaverile degli armadi, alla gente non frega troppo di cosa succede nella tua vita. Non ha nulla a che vedere con l’essere circondati da stronzi o dall’aver annoiato qualcuno, solo che dopo un certo numero di compleanni la gente si dimentica che è nata, che il tempo passa. “Oggi è il mio compleanno!” “Ah, grandeeee”. È come se fosse stufa di uscire a cena per ricordare che invecchia, come se le incombenze della giornata, anche le più futili, fossero sullo stesso piano di un compleanno. “È solo un compleanno…”. Ma è importantissimo! Come si scopre quanti anni hai? Come fai a capire se puoi molestare quella ragazza in discoteca? Come riesci a sentire che sei ancora giovane per fare rafting nudo?

Non posso dare torto alla gente. Invecchiare è la parte meno entusiasmante dei compleanni, anche se hai 26 anni e mi dicono che invecchiare e “venti…” sono due cose che fanno a pugni. Sarà.
Temo che tutto nasca da un piccolo misunderstanding: dopo che hai riassunto in una quindicina o poco più di anni tutte le attenzioni e le feste che ti si potevano concedere (cresime, comunioni, diciottesimi, debutti in società, pagelle secchione, eccetera) perché ti si dovrebbe ancora organizzare un aperitivo o partecipare alla mascherata che hai organizzato? Pare proprio che tu ormai abbia raggiunto il tuo budget compleannoso. Eppure bisognerebbe chiarire che almeno fino a un certo punto sarebbe meglio festeggiarsi per cose di poco conto, almeno finché si regge l’alcol o si reggono le persone (anzianità = misantropia, è un’assioma). Ritrovarsi, riunirsi a un tavolino e fare gli auguri, brindare alla salute e alla felicità, muovere la testa a ritmo e tirare fuori le scarpe basse dalla borsa non sono forse le cose per cui vale la pena uscire di casa? Ridere di un giorno qualunque diventato speciale grazie a una convenzione sociale non ci dovrebbe far sentire meglio dopo ore di ufficio?

A me piacciono i compleanni, di tutti. Ma non mi piacciono di giovedì.

ps. 26 anni il 26 giugno. UN SEGNO!

Happy_Birthday_by_freemax
Happy_Birthday_by_freemax

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4 pensieri su “Il compleanno che viene una volta l’anno

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