Ottobre caldo

Superata la crisi del trasloco (per giorni ho vagato dalla nuova camera alla nuova cucina chiamando la mamma) e la consapevolezza che Milano non potrà mai avere aria respirabile che comunemente classifichiamo come Ossigeno, sono diventata una perfetta donna in carriera. Una carriera da stagista, ma non devo essere choosy, come consiglia qualcuno.
La mattina sveglia ore 7.10, perché alle 7 ho ancora sonno, c’è quella non voglia di alzarsi dal letto. In quei 10 minuti dopo le 7 mi pare di aver sfidato la mia pigrizia. Colazione no, non mi va e prima o poi imparerò che vivo da sola quindi un litro di latte tende a prendere vita propria dopo tre giorni. 5 minuti a piedi e sono in stazione, chiudi bene casa, aspetta il 7.49 per Pavia, scendi a Lancetti, aspetta l’8.06 per Varese, scendi a Certosa. 250 metri a piedi.
C’è un solo passaggio pedonale in cui l’abitudine sfiziosa è passare col rosso. È una giornata avventurosa e stimolante quando l’abitudine è passare col rosso mentre ci sono dei pedoni che passano col verde. Fanno certe gincane tra anziane e pendolari che suppongo ci sia una categoria a parte alle Olimpiadi per gli automobilisti milanesi.
Attraverso un incrocio in cui ogni mattina respiro tra le 45 e le 78 Malboro Rosse in versione carburante e mi chiedo, ogni mattina, perché non comincio ad arrotolarmi tabacco dando man forte al prossimo attacco d’asma. Di fronte a me l’Esselunga, alla mia sinistra uno stabile abbandonato da cui, romanticamente, spuntano rose color maiale di porcellana.
Poi arrivo, tiro fuori il badge, apro la porta, passo il badge, entro al lavoro.
Ore 17.20 esco dal lavoro, dopo aver passato il badge, faccio 250 metri e penso che se avessi l’auto sarei già a casa, dimenticando completamente qualsivoglia discorso ambientalista di 8 ore prima. Arrivo in stazione ma faccio un altro giro, aspetto il 17.33.
Arrivo a Lancetti, aspetto il 17.47.
Arrivo a 18.00.
5 minuti a piedi e sono a casa, respirando a pieni polmoni perché mi sembra aria buona, poco inquinata. Passa sempre qualche cane, così mi sembra di essere in campagna, penso a Marcovaldo, rido per la storiella dei funghi di Marcovaldo, penso che penso sempre le stesse cose.
Salgo le scale, apro la porta, alzo le tapparelle, prendo i biscotti e magari se fa caldo, anche se è ottobre, vado a correre.

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5 pensieri su “Ottobre caldo

  1. Se quanto racconti succede con la stessa cadenza tutti i giorni dal lunedì al venerdì, senza variazioni significative, ritieniti fortunata…. :)

    1. Per ora sì, accade tutto ciò. eventi significativi possono essere stati la rottura della caldaia, una borsa nuova rossa fiammante, il dimenticare il pranzo, rovesciare una bottiglia d’acqua su una pila di riviste nuove e nascondere il tutto silenziosamente.

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