Abbiamo troppe mutande

Ho praticamente lasciato in stato d’abbandono Scazzo per nessun apparente motivo.
Un evidente motivo è che c’ho da fare anche se risulta strano ai più. Dal 17 settembre, che per fortuna non era un venerdì ma lo sembrava molto, lavoro in un posto in Milano Certosa. Anche Milano Certosa è un posto di cui dovrei parlare ma per riassumere dirò semplicemente che non c’è nulla e che fa tutto schifo. Non me ne vogliano eventuali lettori certosiani. Superata l’impasse dei posti del mondo che ho visitato in questa settimana verrò al dunque. Sto traslocando. Visto che un lavoro a tempo pieno e l’ultimo esame da dare e una tesi e una vita affettiva non mi bastavano, massì, perché non impegnarsi in un trasloco? Fatto con le sole due valigie spaiate di casa, s’intende. Il comodino è in cartone quindi lo porto a mano mentre mi suicido sul treno Piadena-Milano (seconda meta gettonatissima che vi consiglio se volete sentirvi abbattuti e depressi) con una Roncato di dubbia utilità. Pesare 18 kg e spacciarsi per valigia “leggera e funzionale” è pubblicità ingannevole? Alla prova dei fatti posso dire di sì.
Praticamente mi sto spostando da casa mia (vedi foto) a una nuova abitazione in zona milanese (vedi seconda foto) e la cosa non la auguro davvero a nessuno. Ho passato due settimane a chiedermi che cosa era necessario portare, cosa invece assolutamente no e cosa, infine, andava nei forse. Sono finita a buttare dentro roba 20 minuti prima di partire, domenica. Un genio.
Sono arrivata a Milano come un’emigrante italiana d’altri tempi, col medesimo stile da nave con nomi nazionali tipo “Martinafranca” o “Bella Italia”, e ho avvistato le guglie del Duomo (ma quando mai…ma chi le vede…) come si avvista la Statua della Libertà. “Milanoooo” intonata come “America” e, toh, sono Novecento.
Ora, non so per quale motivo mi è presa l’ansia molle per spostare da un paese all’altro il mio guardaroba – e non sono Anna Wintour -, ma fatto sta che ho caparbiamente trasportato 25 paia – venticinque… – di mutande inabbinabili con qualsivoglia completo intimo (fenicotteri rosa e scritte “kiss my ass” non si combinano bene con il pizzo) da bucodiculodoveabito a bucodiculodoveabiterò. E non avevo un pettine, un detersivo, un accappatoio, così, per citare solo alcuni dei piccoli dettagli che ho mancato mentre trascinavo mutande.

Casa Mia –  powered by Google Maps:

Casa Prossima – powered by Google Maps:

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6 pensieri su “Abbiamo troppe mutande

  1. se il business funziona creo un tot di avatar fasulli femminili e rivendo mutandine femminili adolescenziali cinesi a 15 euro! facci sapere Cler.

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