Dobbiamo proprio ascoltarlo?

L’audio della telefonata del capitano della nave da crociera affondata (la Concordia, che ormai tutti ben conoscete a meno che non viviate su Marte), ovvero il cap. Schettino, mi sta facendo vomitare. No, non perché Schettino non ha avuto coraggio nè perché non si sente la sua voce che dice “adesso li salvo io!”. Mi provoca immensa angoscia perché si sente una persona – il capitano – in preda al panico e alla paura più totale, che balbetta, che sta male, che bisbiglia “ho sbagliato” e che, è evidente, non sa bene nè che fare nè cosa esattamente dovrebbe farsi in generale in questi casi. Sarebbe addestrato per questo, ma la vita vera è un altro paio di maniche. E poi sembra sempre che succeda nei film.
A cena, dicendolo ai miei, la mia angoscia è stata presentata in tavola come assoluto menefreghismo verso le responsabilità del capitano. Ma quando mai! Schettino deve assolutamente prendersi le sue colpe, ed anche i morti, oltre che smettere subito di fare questo lavoro. Forse non fa per lui. Forse guidare navi da crociera fighissime e in mezzo all’isola del Giglio (cosa può succedere su una nave del genere, in Toscana, nel 2012?) era per lui un punto d’appoggio stabile. Avrà forse creduto che meno avventurosa e pericolosa di una nave da crociera non poteva esserci nulla. E ha sbagliato.
Ma quello che penso è che ascoltare il momento più intimo e / o drammatico che una persona può avere, e sentirlo tirandolo per il culo, è osceno oltre che imbarazzante. Mi mette a disagio sentire l’altro capo della chiamata urlare “CAPITANO!CHE DICE!CHE STA FACENDOOOO” e poi una vocine flebile rispondere “pghdgkdj” che tradotto dovrebbe essere una via di mezzo tra “mi sto cacando sotto” e un sospiro.
Per quanto una persona possa studiare, essere addestrata, essere preparata io credo che in ciascuno di noi ci sia sempre il briciolo umano di paura e sorpresa. Andrebbe tenuto sotto controllo se si sceglie di fare un determinato lavoro, ma poi non c’è nessuna certezza che non ti tremino le gambe. Chi sceglie di fare un lavoro in cui paura e sorpresa non possono sussistere DEVE prendersi le responsabilità del caso (come stavolta). Il capitano che fa affondare la nave non è giustificato perché ha avuto paura, il chirurgo che è crollato di fronte all’operazione più dura della sua carriera non è giustificato, il soldato che preferisce darsela gambe non è giustificato ma se hanno paura io non riesco – non me la sento – di dire che fanno schifo e che si devono vergognare.
Per me è sempre stato così, fin da quando avevo letto la storia su “Il Giornalino” di quel soldatino che non amava la guerra e si nascondeva dalle bombe e per questo scappa per tornare dalla mamma e lo ammazzano perché non era “un eroe”. Bah. Eroe. Che parola retorica, grassa e pretenziosa. Quelli che di solito sono eroi sono semplicemente persone che hanno avuto l’onestà di fare il loro dovere, di vivere al 100% e di essere giuste senza fare acrobazie tra i grattacieli. Di solito l’eroe vero dà la vita per gli altri ma certe volte pretendiamo davvero che le persone siano Spiderman o Batman. Che siano eroi perché fanno quel lavoro (anche quando la parola eroe non se la meritano…e citerei polemicamente chi va in Afghanistan).
Schettino ha sulla coscienza dei morti e aveva la responsabilità di 4mila persone, e queste nessuno gliele toglie. Ma l’aver avuto paura di non farcela, paura di veder annegare i suoi marinai, beh, io questa non la posso criticare nè accusare e ascoltare 3 – 4 – 5 – 6 volte, ad ogni tg, la telefonata di un uomo che a momenti scoppia a piangere perché non ha idea di come gestire 4mila persone su una nave che affonda non mi fa sentire meglio nè più sicura e tantomeno superiore.

 

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10 pensieri su “Dobbiamo proprio ascoltarlo?

    1. e noi potevamo anche farlo, voglio dire, il capitano no.
      però arrivare a creare gruppi su facebook con puttanate come se fosse Schettino che ha premeditato l’affondare della nave, beh, mi mette ansia.

  1. Ciao!!
    Ti leggo per la prima volta, sono qui perchè mi ci ha condotto il cinguettio di twitter (sono Eetta86).
    Ho trovato molto interessante quello che hai scritto, e sono in parte d’accordo in parte no. Ovviamente non credo tu avessi intenzione di fare la “polemicosa” (come ha fatto qualcuno su twitter dicendo che siccome erano tutti “ricchi e borghesi in crociera, si meritavano di morire”…ma questi sono un altro paio di maniche!), ma solo di esprimere un tuo parere -come del resto sta facendo più di metà Italia, compresa la Barbara nazionale & co-
    Allora, da dove inizio?
    Direi che innanzitutto ha sbagliato la Costa che ha da sempre avallato una pratica così pericolosa come l’avvicinamento alle coste per il saluto all’isola del Giglio, o anche il passaggio nel canale della giudecca a Venezia. Luoghi molto stretti e non adatti per consentire il passaggio di bolidi del genere, solo per tornaconti in termini di pubblicità e soldi. Gli imprevisti possono capitare, ma perchè andarli a cercare?
    Secondo me, poi, il comandante Schettino ha sbagliato. Ha sbagliato innanzitutto a violare il cod navigazione là dove dice che ti devi tenere a 5 miglia dalla costa (ed era a 150 mt). Il fatto che abbia dato il comando di evacuare la nave dopo 1 h dall’incidente, poi lo possiamo attribuire al panico. Ok. Ci sto, sono d’accordo con te che in una situazione del genere ti prende il panico, anzi io direi proprio il terrore. Io al posto suo forse avrei avuto un infarto, ed è per questo che da grande non farò mai il comandante di navi/aerei. E anche qui hai ragione, forse non avrebbe dovuto fare questo lavoro. Però lo faceva. Ed è qui che ti contraddico, perchè secondo me, paura o no, se hai degli obblighi devi seguirli fino in fondo. Se il cod navigazione dice che il comandante viene punito con un max di 12 anni di reclusione se abbandona il natante in avaria, che poi naufraga se era adibito al trasporto di persone…beh, tu devi rispettarlo. Ti tremano le gambe, ma tu hai giurato di non abbandonare la nave. Mai. Ci sono 4000 persone, della cui vita tu hai la responsabilità. Ecco perchè tutto questo scandalo con la registrazione della telefonata (che comunque non era necessario ripetere 5000 volte, ok -.-‘ ) Perchè lui aveva l’obbligo di stare sulla nave, di aiutare e coordinare, e invece è sceso e, una volta che la capitaneria di porto glielo ha ordinato, lui ha insistito nel non risalirci. Credo anche io che fosse sotto shock, ma credo anche che fosse un irresponsabile: nel mettere a repentaglio la vita sua e degli altri 4000, e nel non adempiere a ciò che per legge doveva fare.
    E se ti tremano le gambe, pardòn, non tenti di manomettere la scatola nera prima di scendere.
    un saluto e grazie del follow (che forse a questo punto avrai ritrattato!! :D)

    1. Ma io sono d’accordo, non giustifico né deresponsabilizzo il comandante, ma mi rendo conto (e mi angoscia, da un certo punto di vista) che la paura c’era, non la voglia di fottersene dei passeggeri né la premeditata voglia di scappare abbandonando tutto.
      Lui poi si deve fare gli anni di galera, assolutamente, e deve chiudere con questo lavoro e deve riflettere sul fatto che forse era perfetto per le barchette a vela da due persone e non per 4mila. Ma è tutto troppo acido, troppo ostentato, su facebook c’è il gruppo con i post “vada a bordo cazzo”. Eddai.
      Fa ridere, va bene. Ma poi io non riesco a dire “che figlio di puttana” (e ancora peggio quelli che dicono che tanto sulle navi da crociera ci sono i ricchi! ma che gente?!?!? con 400 euro ci vanno anche gli operai sulle navi da crociera!!!!). Vigliacco? Sì. Umano? Pure.
      Che questa umanità venga punita è giustissimo.

      Sulle navi che vanno troppo vicino se ne parla e lo si dice da tipo 15 anni però alla fine se ne sbattono tutti. Mi chiedo quindi quanto aspettano ancora.
      Anche qui, responsabilità di Schettino ASSOLUTA ma figurati se era una cosa che non doveva fare. era autorizzato di sicuro…

      Non so Alessandra, quelle telefonate mi hanno messo molta ansia ecco perché reagisco così. Non difendo ma neppure urlo “muori coniglio”. Per i mafiosi non fanno tanto casino…

      1. cler, non lo mai ammesso neppure a me stesso ma ora lo devo fare:ti voglio bene. l’ho capito nel tuo post e me l’ha confermato la tua risposta al commento, intelligente-legittimo e garbatissimo, di Alessandra. ti voglio bene. sei un bel essere umano in possesso di cuore e cervello e le due cose le fai funzionare all’unisono. brava continua così. purtroppo non faccio parte del comitato nobel, te lo darei volentieri un nobel per la pace sulla fiducia.

        1. ahahahah ma smettila, il Nobel io? No. E poi, anzi, sì. Ma lo voglio per la Letteratura :P

          Grazie Dress. Ora piango.
          Sono facile ai rossori.
          (ehm grazie ahahah)

      2. Il problema dell’Italia è anche questo, fino a quando non succede una tragedia, le pratiche rischiose si continuano ad avallare, finchè fa comodo, finchè portano soldi. E sono d’accordissimo che le perizie tecniche saranno necessarie per accertare la sua responsabilità (ma anche degli altri, perchè non era di certo da solo!), anche perchè volendo essere “giurista puntigliosa” (se se…ma quando mai :P) esiste la presunzione d’innocenza, nonostante la lapidazione virtuale a cui è stato sottoposto. (ti confesso che qualche retweet l’ho fatto anche io, ebbene sì)
        E poi che ti devo dire, ormai il “processo mediatico” è diventato di moda fin dai tempi di Cogne. E questo non è da meno, almeno per come è iniziata la cosa!
        Staremo a vedere come va avanti!!
        Un caro saluto

        1. sinceramente odio sentire tutte queste cose inutili e questi navigatori dell’ultimo momento.
          tutti gli italiani adesso sanno come si guida una nave.
          che bravi.
          hanno già liberalizzato le patenti nautiche forse.

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