i perchè

– a qualcuno che, da qualche parte, sa di cosa parlo-

 

Oggi pensavo alle lettere che scrivo. Le scrivo ancora, sì, ormai sono dirette ad una sola persona ma mi sono state d’aiuto, certe volte, per esorcizzare. Credo che sia una forma congenita di ricerca dei perchè, che sono andata ad accrescere studiando storia. Voglio dire, sarebbe stato meno difficile riempirsi di risposte, ma sono così, caccio fuori nostalgie e dubbi alla ricerca di motivazioni che mi siano d’aiuto. Sia chiaro: non sono MAI d’aiuto. Quelle che sembrano pure seghe mentali, beh, SONO seghe mentali. Ci si può anche credere più intelligenti della media, ma fondamentalmente è solo che quella media sa vivere. Noi segaioli competenti dovremmo imparare da loro.

Ma, a parte questo, scrivere lettere è ciò che mi pare abbia accompagnato essenzialmente il mio (in)quieto vivere finora. La primissima volta non la potrei ricordare neanche volendo, figuriamoci, ho sfocati buchi di memoria sulla mia infanziapugliacasadinonna quindi partirei da Mariagrazia. Lei abitava nel quartiere subito dopo quello dei miei nonni, un lato del suo balcone si affacciava proprio sul loro palazzo, l’altro sul palazzo in cui abitavano miei parenti acquisiti. Era quindi circondata da me, in qualche modo. E diventò la mia migliore amica. Tornando ove abito anche oggi – inutile dire dove – ho iniziato a scriverle e la corrispondenza era fittissima. Colori, adesivi, fogli con disegni…Poi non mi ricordo, ma qualcuno smise di scrivere. C’è sempre un qualcuno che si stufa o dice “ah ok rispondo dopo” e poi sicuramente non lo fa. Mi pare di essere stata mollata, ecco, perchè io mi diverto a piastricciare sui fogli – soprattutto se non ho nulla da dire. Ergo cara Mariagrazia mi sa che sei tu la smettitrice di lettere. Me ne farò una ragione.

Una volta invece ho scritto una lettera a mia cugina. Prima l’avevo cercata un pò su google, ma non ha un nome facile, e non la trovavo. Poi allora ho scritto 6 fogli (carta azzurra) chiedendole (chiedendomi) perchè. Ma anche quello non è stato facile. Avevo un vecchio indirizzo, avevo un vecchio filo di parentela consunto. La lettera, che io sappia, non è arrivata ma l’aiuto mistico sì. E i perchè.

Perchè le cose cambiano.

Perchè le cose passano.

Perchè gli equilibri possono essere spezzati da una mancanza, da una persona (o più…), da una morte.

Perchè l’infanzia non è oggi.

Perchè quella casa al mare l’ho vista solo da fuori, a ventun anni, quando l’ho vissuta da dentro, a 3-4-5.

Perchè ci sono cose che sarebbero importanti, ma alla fine la vita è lì davanti, e non mi sembra giusto fermarla.

Perchè gli adulti fanno, e chi è adulto oggi subisce.

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3 pensieri su “i perchè

  1. le lettere sono una parte di noi che doniamo agli altri.
    è bello scriverle: è un confronto a distanza, un dare un parere. per i momenti in cui sentiamo di essere in torto, o in colpa, sono anche un modo per nasconderci dietro la penna e chiedere perdono. oppure, per dire la nostra.
    a me piace scriverle, a te e anche a me stesso. o alle persone che contano nella mia vita.
    e mi piace tanto leggere le tue.

    l’unica cosa che non possono fare è fermare il tempo e la vita. ma bisogna aver vissuto per poter Scrivere.

  2. Difatti è di pare esistenziali che si tratta. E’ stupido, non saggio, ostinarsi su perchè senza risposta.
    E’ come mettersi a piangere “perchè si muore”. Non ha senso piangere per la morte in sè, o domandarsi perchè si muore. Dovrebbero avercelo insegnato da piccoli

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