Memorie di un libro.Libera campagna pro-carta stampata

 

Su cosa studieremo tra trent’anni? Il Corriere Della Sera esisterà ancora? E i libri, quelle pagine ruvide che molti di noi amano sfogliare, che saranno?

Come ogni cosa ultimamente, anche l’editoria presenta una vistosissima macchia nel suo beneamato curriculum vitae: il calo di vendite, il disinteresse generalizzato verso opere di saggistica e narrativa, l’avvampare del tecnologico in sostituzione del cartaceo hanno dato da pensare. Non è che non si legga più, ma giornali e libri sanno di vecchio. E Giovanni De Mauro, direttore de L’Internazionale, concretizza la questione.

“I giornalisti non hanno mai avuto tanti lettori come oggi. Grazie a internet i loro articoli raggiungono un numero enorme di persone. Il New York Times vende meno di un milione di copie, ma online ha più di 20 milioni di visitatori”. Il giro del mondo in ottanta secondi è dunque possibile e un povero mogio tristo quotidiano deve faticare parecchio per stare al passo con il più banale dei blog che, quasi sempre, crea un passaparola (dis)informativo troppo potente da cancellare con qualche editoriale. Tutto ciò vuol dire, in sostanza, che, fatti un po’ di calcoli, tempo venti-trent’anni e la carta non sarà più il supporto prediletto. Qualche vantaggio c’è, dopotutto: più alberi in Amazzonia, niente più pagine da 25×30 m, che per leggere il Corriere serve una laurea, fine delle biblioteche piene di personaggi in cerca di volumi mai sentiti prima.

Eppure come si può leggere La Divina Commedia su Wikipedia o fare copiaincolla di una poesia di Shakespeare? Leggere è un atto fisico. Bisogna toccare, assaporare, annusare persino ciò che abbiamo tra le mani. Vedere che il foglio ti si macchia d’inchiostro e non c’è il pulsante CANC.

Uno schermo a cristalli liquidi non ha quel fascino biricchino di una copertina colorata, con le scritte in rilievo, con il suo languido sommario ammiccante. Ogni cosa col progresso, come è giusto, ha visto cambiare il suo punto di riferimento: la pellicola diventata un dvd (ahimè, non ha vita poi così longeva neanche lui, un graffio e via!), il disco, con quel suo gratgrat di fondo, una sequenza di mp3 scaricabili, il mio stesso articolo su una chiavetta usb.

D’altro canto mi porta a riflettere anche l’editorialista del già citato Corriere, Sartori, quando, ospite di Fazio, balbetta “ora c’è quella nuova invenzione. La…la…quella macchinetta infernale…” riferendosi ad un portatile con il web a portata di mano. La media dei lettori su carta, quindi, ha circa ottant’anni? Compra in edicola le notizie perchè trema al sentire le parole floppy/hardware/photoshop? Mi sembra una considerazione fin troppo semplicistica. Semmai la verità è un’altra, anzi, ben tre: internet è velocità, un click e non servono ore a caccia di opere tra scaffali semiabbandonati. E’ libertà, in una forma pura e ingannatoria insieme poiché puoi sapere tutto e niente allo stesso tempo ed, infine, è spazio. Nessun limite, neppure un numero di battute da cui dipendere, scrivere dove come quando vuoi. Ed essere letto e commentato in tempo reale, of course.

Concludo citando nuovamente De Mauro quando afferma che “c’era un tempo in cui per comunicare con gli altri facevamo disegni nelle grotte. Qualcuno ne sente la mancanza?”. Francamente no. Ma sarò una passatista, una nostalgica anche, una-vecchia-dentro ma ho imparato a leggere su un libro, e non mi va tanto di tradirlo.
 
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14 pensieri su “Memorie di un libro.Libera campagna pro-carta stampata

  1. pubblicità occulta!eccomunque sì, preferisco il ruvido della carta, quell’odore buono che c’è solo nei libri, macchiarmi le dita di inchiostro leggendo il giornale… secondo me è QUESTO leggere. Il resto… informazione?

  2. Io credo che la carta e i giornali non potranno mai scomparire perchè non possiamo fare a meno della <<memoria vegetale>> (U.Eco). Tanti, e io per prima, non riescono a fare a meno di leggere libri e giornali su carta perchè è un piacere "fisico", diverso da quello che si prova leggendo un elaborato sullo schermo del proprio pc. L’attenzione è molto più alta quando si "tocca" quello che si legge e, almeno per ora, quello che è scritto sulle riviste e i quotidiani cartacei (parlo di quelli seri, ovviamente!) è molto più interessante e utile di quello che si legge sui blog di giornalisti improvvisati. E per quanto riguarda i libri, sarò antiquata, ma non leggerei mai la "Commedia" sul pc. Grazie Clara. Ci offri sempre degli ottimi spunti di riflessione. E’ anche per questo che amo il web.

  3. **bea, il resto non è esclusivamente informazione, secondo me. ci sono anche prodotti buoni e artistici che si sono adeguati ai tempi di internet, i blog in primis. giovani scrittori in erba che con facebook diventano idoli. ma c’è il rovescio: tante notizie, tanti rumori e la sostanza sembra perdersi. non che sia diverso con la carta, ma entrare in una libreria fa sembrare la cosa più solida e importante, forse. che dici?**anna, scomparire non credo, in realtà, ma diventare un cimelio vintage forse sì. credo che ci vorranno parecchi anni, perchè al di là di crisi e cambiamenti "di supporti", la carta è la carta.ma anche Eco, che tu giustamente citi e che proprio lui ha dato a me l’idea per questo ragionamento, afferma una cosa importante e che "sta dalla nostra parte": cd e dvd, tecnologie varie vanno a farsi benedire con un pò di magnetismo. la carta ci arriva tutt’oggi dopo secoli. (grazie dei complimenti comunque…)

  4. se uno mi volesse portare rapidamente all’orgasmo letterario nel giro di due minuti due, mi porterebbe in un negozio bellissimo che è in una strada del centro centro di Firenze: stampe e libri vecchi, anni ’30.Odore di polvere, di carta non trattata. Una cosa che, per quanto possa essere buono tutto quello che tu hai detto, niente e NIENTE dico può dare quella sensazione che dà entrare in una biblioteca. O in una libreria.Chiamami di parte. O chiamami romanticona :)

  5. io sono d’accordo con te, preferisco il cartaceo. dico solo di non fare "i moralizzatori" contro la tecnologia. non c’è solo schifezza sul web, ecco.come non c’è solo arte sulla carta.

  6. Possiamo scegliere…e questo non è sempre un male….Ci sono libri che non sono più in ristampa per esempio che si trovano su internet e questo è decisamente un lato positivo.Ci sono tanti giovani scrittori che non hanno alcuno sbocco sul mondo dell’editoria che utilizzano internet per farsi conoscere,altro lato positivo.E poi ci sono e sempre ci saranno le librerie,perchè non c’è alcun dubbio sul fatto che possedere un libro in senso fisico sia cento mila volte meglio che far scorrere le pagine di word,chi ama leggere andrà sempre a comprare libri.Un po’ come gli amanti della musica,c’è chi scarica e chi compra ancora dischi.E poi ci sono dischi introvabili reperibili su internet.Siamo fortunati,possiamo avere entrambe le cose,l’importante è saperle mantenere….

  7. non sono tanto sicura che davvero TUTTI amino leggere su carta.c’è chi scarica i libri…e dimentica che esistono le librerie. piuttosto che leggermi un libro preso da emule (cioè…mi fa ridere solo il pensiero) vado in biblioteca.muoviamo un pò il culo dalla poltrona della scrivania?

  8. Chi ama realmente leggere legge sul cartaceo…il fatto dello scaricare libri è l’ultima spiaggia,io l’ho fatto,ho scaricato gli introvabili di oriana,che ora sono usciti in ristampa ma che da anni non si vedevano in giro,nè in biblioteca,nè nei mercatini dei libri usati,nè alle rassegne dei libri usati,nè alle fiere dei libri e in questi casi avere internet è comodo ed è un regalo.Poi ci sono le eccezioni di quelli che scaricano di tutto,ma voglio ancora sperare che non le librerie e le biblioteche non verranno dimenticate.Che poi cazzo,io piango in cinese per avere un libro e sono costretta a passare tre quarti della mia vita in biblioteca e c’è gente che non li compra pur potendolo fare…DEMENTI!

  9. ….sono felice e fortunata …la mia bulimia libresca e’sempre appagata….piuttosto risparmio sul cibo!:-))

  10. **vale, non volevo avere il tono critico. solo che non riesco a leggere su un computer un libro che troverei in biblio. tipo twilight. cazzo è ovunque, io 800 pagine sul pc non riesco…**ariel, bravissima :) il cibo appaga ma i libri della Austen di più!!**edoardo, credo che finiremo prima noi di esistere. e poi come fumi i libri? non è carta buona :D vandalo…

  11. Ma io la penso esattamente come te Cla,solo che certi libri che non stanno nemmeno in biblio e sono introvabili(a meno che uno non voglia spendere 300euro per un libro),è possibile leggerli solo su un cazzo di computer…e credimi,io ho letto il sess inutile di Oriana un paio di anni fa su una schermata di word,ma quando è uscito in ristampa me lo sono riletto ed è stata tutta un’altra situazione….

  12. Mi sentivo pure in colpa a leggere Oriana sul pc e non compare il libro..per fortuna che ora sono tornati in ristampa!!!

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