Alle generazioni fottute

 
Il buongiorno si vede dal mattino. Vero, verissimo, quindi presumo che oggi sarà una giornata assurdamente inutile, io pigiata sui libri di storia medievale (eh, vi perdete Santa Giulia a Brescia, gli Ostrogoti, la caduta dell’Impero Romano e la serie di papi…), the sun is shining fuori dalla finestra e mia sorella mi sveglia mettendo a palla lo stereo con la musica techno. Già il mio definirla musica è una concessione più che onorevole, non fatemi dire altro. Vorrei però essere d’aiuto alle generazioni che verranno, quella di mia sorella (quasi tredicenne) in primis, vorrei dare il mio contributo dicendo che…Mi dispiace. Mi dispiace che già si era sfigati noi nati dopo gli anni Sessanta/Settanta, chissà come siete messi male voi adesso.
Mi dispiace perchè i vostri cartoni animati fanno pena, Sailor Moon e Papà Castoro ve li siete persi in pieno; mi dispiace perchè non avete più un programma fatto per voi, il pomeriggio, ma solo una serie tormentata ed epilettica di mediashopping uno dietro l’altro, vi siete persi Solletico, l’arrivo della Melevisione, la Domenica Disney su Raidue; mi dispiace perchè non avete mai sentito il rumorio dell’audiocasetta che si disfa nello stereo e voi lì a farvi venire un crampo all’indice per rimettere a posto il nastro; mi dispiace perchè non avete visto buttar via le vhs per i dvd, le musicassette delle fiabe (di mille ce n’è, nel tuo mondo fatato lalala) per i cd, i floppy per le chiavette usb, non avete colto il passaggio dal passato al futuro, ve lo siete trovato già lì, con vecchioni intorno che sbuffavano "ah, i giovani d’oggi non capiscono", beh, non per colpa vostra, ma per colpa loro che non vi hanno spiegato nulla; mi dispiace perchè le sorpresine dell’Uovo Kinder erano fenomenali, ora se le comprano solo quelli dai 3 anni in giù (che neanche potrebbero); mi dispiace perchè non troverete più le manine appiccicose nelle patatine San Carlo e mi dispiace perchè Cristina D’Avena è da un pò che non si sente. Fondamentalmente mi dispiace.
Non abbiamo un futuro scritto, e mi dispiace anche per me, che ho i miei ricordi d’infanzia racchiusi su Facebook dove sono la fans di questo o quello, però siete più fregati voi. Non lo dico perchè denigrando il Duemila io salvi i Novanta, ma ho avuto indubbiamente più culo.
 
Sorellina, giochiamo al cristalball (che tocca tutto ma non sporca cristal ball…)
 

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7 pensieri su “Alle generazioni fottute

  1. Io sono del 92. Esattamente a metà. Ma la melevisione me la ricordo, e anche la Domenica disney e Bim Bum Bam su italia 1.Per non parlare delle sorprese del’ovetto Kinder (sì, io lo chiamo ovetto).A tredici anni non saevo nemmeno cosa fosse la musica techno e ancora adesso non capisco quale differenza ci sia tra house, techno hardcor tektonik e compagnia bella.Mah. Mi sento stupida a dire che gente che ha due o tre anni meno di me sia totalmente cambiata. Quasi un’altra generazione. però è sostanzialment vero. Almeno io mi sono beata della mia infanzia (e ho ancora le carte dei Pokemon eil Game Boy)I*

  2. Ti ho mai fatto vedere la mia tesina dell’esame di stato? Si apre proprio con una pagina dedicata al Crystal Ball…Comunque grazie a questo intervento, ora c’ho tanta malinconia in me.Mannaggia a li pescetti. Oppure Accipigna, dipende da quale programma ti piaceva di più.

  3. A fine anno (e quest’anno più intensamente che mai) mi ritrovo come mio solito a ragionare sul fatto e sul da farsi…e non concludo un cazz. L’unica cosa che concludo è che dall’85 è passato tanto tempo. Generalmente mi consolo pensando che effettivamente le cose che abbiamo visto "noi" di quell’annata (un’ottima annata) sono solo nostre e irripetibili nella loro bellezza. Ma pensandoci bene, non è il gioco che fanno generazioni e generazioni di "migliori" dall’inizio dei tempi? Come facevano i nati del ’20 con quelli nati nei ’50 che avendo vissuto i ’60 snobbavano i ’70…e così via. Certo, i ragazzini di oggi son proprio dei decerebrati…hahahah

  4. io ogni tanto le musicassette le devo ancora riavvolgere sul dito.La mia preferita rimane il lato A di Umberto Tozzi..a tre anni cantavo"ti amo"che ho sempre chiamato"motia"(se ripeti tiamotiamotiamotiamotiamo,esce MOTIA)…In ogni caso,io ricordo tutto di quegli anni,anche se ero piuttosto piccina, e anche io penso spesso che i bimbi di ora siano sfortunati,che debbano crescere in fretta,tra cellulari e videogiochi,computer e famiglie assenti.Io di estate andavo in strada a giocare a nascondino,facevo km in bici con le amiche e mi arrampicavo sulle piante,ora che fanno i bambini?

  5. **iris, neanch’io apprezzo a fondo la meravigliosa armonia che racchiude la musica da discoteca tamarra ma forse è perchè siamo anziane dentro, chissà, preferisco janis joplin, comunque. e qaundo vado a ballare mi diverto se c’è sotto rihanna o madonna o justin timberlake che almeno in quello sono capaci: farti cazzeggiare muovendoti strana. non sentirti stupida comunque, ma semplicemente diversa (non migliore o peggiore, diversa) perchè hai vissuto anni diversi.**mario,io sono tutto fuorchè malinconica oggi. anzi, a conferma di questo sto ascoltando "è sempre di domenica" di silvestri. voglio dire. sprizzo umorismo.**matteo, potrei cadere in questo errore "voi giovani d’oggi" ma no, intendevo sincermanete dispiacermi per il vuoto globale che c’è sempre stato e ci sarà ma che è nettamente peggiorato. culturalmente non siamo messi granchè bene e se una generaione poteva quantomeno costruirsi qualcosa con quel poco che le avevano lasciato, questa, quella di mia sorella, non credo possa fare granchè visto che le hanno tolto tutto. Noi il fascino delle piccole cose l’avevamo, credo, perchè gli anni novanta (per vissuto eh, non per nascita perchè anch’io sono degli ottanta) sono stati il mezzo tra nuovo e vecchio. Il salto. Credo che non si sia lasciato niente di affascinante e puro alla generazione di mia sorella, che va decimando mocciose cretine a 11 anni e immaturi a 30…Ma forse sbaglio.**bea, ma vaffa.**clara, è evidente che non ci siamo. oh, ripijate!**vale, non direi che nel 2008 non si fanno queste cose. Anzi. Però…Sì. Quel vuoto che sento io a vent’anni, in altri ambiti, con altre necessità, lo intuisco e percepisco anche in chi è più piccolo e può solo crescere in questi contesti culturali/sociali mentre io, volendo potrei costruire qualcosa di mio. Insomma. Forse non bisognerebbe lamentarsi troppo se i tredicenni adesso sono troppo spinti verso l’età adulta, li trattano così. O forse, si può dire, è sempre stato così ma prima non se ne parlava. Oggi escono libri su ragazzine che fanno le cubiste in discoteca, trent’anni fa magari era uguale ma nessuno lo sapeva e sembra meglio. Comunque, spero di aver chiarito questo, io non trovo migliori i miei anni, ma solo più spessi, avevano uno strato infantile più spesso che oggi, purtroppo, stanno distruggendo. Le amiche di mia sorella vedono uomini e donne. mi pare un pò un saltone. Però lo schifo c’è negli anni sessanta come nel Duemila. Non farei un discorso "buono-cattivo" ma solo "mi spiace…vorrei che tu avessi cantato Geordie con me e invece ti mettono in mano un cellulare con la suoneria di Novembre di quella gallina di Giusy Ferreri". Ecco.

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