Sonnambula felice

Aula d’informatica dell’università di Verona. Aula s3 per essere precisi. Ore…mmm…tredicietrenta. Stato mentale: vuoto ipergalattico.
Non solo sono totalmente avvolta da una sonnolenza (dimostrata ed evidenziata da occhiaie paurose che fanno notare a tutti coloro che m’incontrano che non dormo da circa 24 ore) quasi abissale ma mi sto anche decisamente scazzando, come è ovvio, visto che su questa fondamentale parte del mio carattere e/o vita ci ho fatto su un blog. Sento studenti augurarsi il buonatale da tutta la mattina, infarciti da buonanno e qualcuno (in aula studio mentre tentavo di capacitarmi che i libri sono costituiti da lettere stampate una vicina all’altra…) si scambia perfino i regali “tieni un pensierino” “oh grazie anche a te”. L’unica persona a cui ho fatto il regalo quest’anno ha ricambiato con un decisamenteapprezzatoprofumochanel che ora mi fa sentire Keira Knightley. Me ne sono messa una spruzzata (macchè due gocce, macchè, DEVONO SENTIRE, le persone) stamattina nella speranza che nel profumo fosse incluso “vestito elegante blu con perle e limousine fuori dalla porta” ma ahimè, mi sento Keira Knightley, non è che sono. L’ho capito dopo questo.
Per me il Natale non ha alcun valore in sè, difatti ogni tanto lo scrivo in maiuscolo ogni tanto in minuscolo, insomma, come viene viene. Alla fine si riduce, per me almeno, sempre ad un pranzo per cui darei la vita pur di non andare, tra zii cugini e madrepadre. Mi piacciono i miei parenti ma fino a un certo punto e in determinate occasioni da me selezionate. A Natale sono in obbligo di mangiare per un reggimento pearà e quant’altro. Il 25 dicembre è un giorno particolare perchè si fa combaciare con l’acquisto di pacchi e pacchettini, le lucette che illuminano la città (siete stati a Verona in questi giorni? Mica male eh!) e il freddo pungente che però ti fa comunque stare col naso fuori di casa a passeggiare tra le vetrine che promettono grandi regali e poi, magari, quest’anno non vi arriva niente. Io sono piuttosto soddisfatta perchè dicembre ancora non è finito ed ho un quadro fatto apposta per muà (che culo avere amiche ex-liceoartistico) e un profumoKeiraKnightley. E un labbro spaccato, vabè.
Forse non è chiaro il motivo per cui sto scrivendo cosucce quantomeno banali (magari le scrivo sempre ma oggi sicuramente le scrivo) ma mi rompo se non occupo il mio tempo in modo proficuo.
“Studia!”. Ehm no, non posso, non ho neanche un libro nello zaino. Cioè un libro ce l’ho, Bilal, e l’ho cominciato ma non voglio rovinarmelo addormentandomici sopra.
“Sei in università, hai lo zaino e non hai libri? Ma…Scrivi allora”. Ehm no, ho solo un tratto pen nascosto chissà dove tra pigiami e trucco.
“Che cazzo ci fai con lo zaino in università senza libri, penne, fogli e un pigiama?”. Storia lunga.
Che palle, mi si è anche tolta una lente a contatto. Ora vedo il mondo a due dimensioni, una è sfocata, ve l’assicuro.
Nel mio essere ganza generale, in cui per ganza intendo faccia-da-ubriacona-che-se-la-spassa, noto anche come mio nonno abbia l’incredibile tendenza a comprare e possedere 2 cellulari e un 4/5 numeri diversi eppure…EPPURE HA TUTTI I NUMERI STACCATI DA STAMATTINA. Fatemi un piacere, chiamate mio nonno, ditegli che casa sua oggi è occupata (da chi? – fate i misteriosi, inventate personalità assurde o calamità inconcepibili se non accenna a demordere) e che io ho tempo solo fino alle 4 per prendere un treno e tornare a Brescia (sfortunaccia nera) o se montare su un treno e passare una serata a Villafranca. Se anche a voi non risponde, checazzo, che hanno da fare i nonni?!?
Brivido. Il coglione patentato che lavora in aula informatica (lavora. beh. termine abnorme. sta seduto per circa 6 ore chattando su facebook,  “controllando” che nessuno di noi usi la linea internet dell’univr per guardare pornazzi) ha aperto tutte le finestre. Ben sette finestre. Come ben sapete in Veneto, a dicembre, ci sono 56° gradi quindi HA SENSO tenere aperte le finestre e non mi azzardo a chiuderle perchè una ragazza ci ha provato e lui l’ha fulminata con un “c’è puzza!” isterico. Non sento questo fetore tanto declamato, indipercuisiccome ho deciso che LUI puzza e per non giocarsi la carta “la gente mi esclude perchè sono brutto e non mi lavo” finge di avere caldo. Aggiungerei che la Gelmini taglia taglia ma qui stanno andando a puttane – termine scientifico eh – tre ore di aria calda sparata fuori a razzo dai termosifoni TUTTORA ACCESI SOTTO LE FINESTRE APERTE. Ma sono per un mondo libero quindi mentre lui liberamente spreca e inquina io liberamente gli dò del coglione patentato.
Anf. Neanche facebook mi soddisfa. Ho fatto tutti i test esistenti sul quel network, ho più amici lì che nella realtà, ho scritto sulla bacheca dell’amato tartassandolo di stupidate…e ora? Che faccio?
E’ aperto il concorso “Dai da fare a Clara“. Assieme al concorso “Rendi a Clara uno squillo” già ampiamente apprezzato nel guestbook alla vostra destra. Non accetto, tra i vostri lavori favoriti, cose che riguardino il sesso o includano sesso o vogliano implicitamente e ambiguamente rendermi oggetto sessuale. Non perchè non sia simpatico, ma perchè ho sonno. Dunque trovatemi da fare cose che possano lasciarmi ronfare felicemente. Che ne so…Babysitter di amici immaginari, supporter di Luca Giurato, personal trainer di Giuliano Ferrara…Mi fido.
Ora, per quanto non voglia e COMUNQUE non abbia un cazzuolo da fare passo e chiudo, altrimenti questo post diventa lungo come la Divina Commedia e poi tanto lo so che nessuno di voi ha finito di leggerlo.

Concludo con un dubbioso ma illuminante: mah.
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12 pensieri su “Sonnambula felice

  1. io ho finito di leggerlo. L’ho letto tutto. Ti ho mai parlato della mia miopia catastrofica? Beh,sono orgoglioso di comunicarti che la tua scrittura gialla su sfondo bianco (peraltro per uno dei post più lunghi che ricordi di aver mai letto sul tuo blog) in coppia con il solito carattere microscopico sono stati un ulteriore e considerevole passo avanti verso la cecità totale. Dai da fare a Clara: addestrami un cane guida.

  2. Io ho letto tutto comunque,anche se il giallo non è uno tra i miei colori preferiti(soprattutto su sfondo bianco).Un’occupazione….dunque…..potresti farmi un po’ di compiti per le vacanze..ti va?eh?

  3. fanciu (e con voi racchiudo affetto, pacchette sulle spalle e amorevoli carezze), avete ragione però. adesso cambio colore che giallo fa tanto, fa tanto…vabè fa tanto cieco. E’ il più lungo che io ricordi, sì, non è solo a memoria di matteo. Si vede che l’ispirazione arriva quando uno ha ben poco da fare. Il cane…mmm…ci posso pensare. **vale, scordatelo.**iuri, pota, el so!E poi l’è la compagnia che l’è bela…vi va bene un rosso rossino rossetto?

  4. anche io ho selezionato tutto….non si legge altrimenti….dai cla,i compiti non sono molti….ehm…dipende dalla tua concezione di"molto"

  5. mi spiace per il giallo, ma come vi ho detto non me lo fa togliere. motivo a me ignoto. la mia concezione di molto si riassume in: una pagina da studiare. quindi DUBITO di poterti soddisfare…

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