U.S.A. ANNO ZERO

 

Il 4 novembre giunse e portò con sé un nuovo presidente in questo mondo: Barack Obama.

Ciarlavo con alcuni amici dell’avvenimento e, tra commenti concitati e inni alla gloria degli Stati Uniti che “finalmente qualcosa di decente fanno”, qualche voce fuori coro mi ha fatto riflettere. Perché tanta gioia per un uomo che non ha nulla a che fare con l’Italia, poco o niente con il nostro modo di fare politica e disinteressato, magari, alle vicessitudini partenopee? Tenterò di rispondere.

Innanzitutto perché questo nostro piccolo scialacquato mondo è giunto ad un momento di aridità incredibile: i modelli da seguire, quelli positivi, si contano sulle dita di una mano; noi giovanotti universitari e non siamo divisi tra disillusi globali e ferventi sostenitori di questo o quel modo di fare, di essere, ma restiamo comunque con un pugno di mosche in mano; si stava meglio qaundo si stava peggio, eccetera eccetera. Poi, un giorno, arriva la notizia che negli Stati Uniti d’America il presidente è nero. Caspita. Considerando che la segregazione razziale è terminata (mah, forse…) grossomodo quarant’anni fa, un certo salto di qualità è stato fatto. Obama si è dovuto battere con la Clinton (una donna, certo, ma pur sempre Hilary Clinton, non si mangia a colazione una così) e, soprattutto, con il veterano della guerra in Vietnam. Basta nominare una qualche battaglia, delle medaglie e lo spirito hollywoodiano degli americani sale alla ribalta, poco importa se poi McCain punta tutta la sua politica sulla vecchia (ma sempre efficace con quei teneroni d’oltreoceano) storia che l’America è bella buona ricca e sempre lo sarà amen. Barack Obama ha invece detto chiaro e tondo vi aumento le tasse perché siamo a terra. Date un’occhiata alle nostre passate elezioni, tutti dicono che le tolgono. L’ipocrisia è un’arma a doppio taglio, puoi momentaneamente vincere, ma resterai così soggiogato, ad un certo punto, che sarà tardi fuggire. Sincerità dunque, secondo punto a suo favore. Sì certo, c’è anche qui l’idilliaco momento in cui il sogno americano sarà realtà, ma concedeteglielo, è pur sempre un USA man, son fatti così…

Il terzo punto a suo favore è in quel “change” che può voler dire tutto e niente. Cambiare, sì, ma come? Attraverso quale grande impresa di pulizia? Quando? Solo cambiare. E lui impersonifica questo momento storico al 100 %. In ultimo, puntare sui giovani. L’avremo sentito tante volte ma qui non si tratta di un bacucco che sfoggia cimeli di guerra “ehy oh i’m so proud of me”, Obama si muove verso coloro che sono sempre stati diversi, annientati, colti e messi da parte dall’ignoranza, in un Paese profondamente privo di sapere, a differenza dell’Europa che tanto sa e poco fa (a eccezion fatta della Gran Bretagna, della Francia e della Germania…)

E, sia chiaro, non cadiamo nel qualunquistico “avresti votato Obama perché sei di sinistra”, per favore, un minimo di riflessione. Non è assolutamente corretto parlare di destra e sinistra, come noi le intendiamo, quando si discute del Governo americano. Strutture, storia e ideologie sono completamente differenti e se uno statunitense si sentisse definire “di sinistra” riderebbe, parecchio. Questa è gente che ha inventato il Mc Donald’s, dubito abbiano Marx sotto il cuscino. E se anche ce l’avessero, beh, l’ha detto il loro presidente: Change can happen!

 
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20 pensieri su “U.S.A. ANNO ZERO

  1. Per ora Obama è un politico dei tanti. Non ha dimostrato nulla. Mi pare eccellente tu sia presa bene dalle sue parole, insomma, si incomincia con quelle chiaramente, ma tutto il resto ancora manca. Se verrà bene per gli americani. Solo per loro.
    Sarei tuttavia curioso di sapere tu quante parole hai sentito dire a Obama ed escludo i telegiornali italiani. Perchè a mio avviso pochi (nemmeno io neh per carità specie valutando che considero non mi tocchi la questione) sanno quanto basta per poter pontificare sul suo conto e sul suo futuro operato.
     
    Nb. comunque rispetto alla maggior parte della gente che scrive sui blog sei uno scalino sopra su questo argomento, cioè hai escluso il binomio " sinistra – mc cain".
    Nb. Obama dev’esser simatico cosi a pelle.

  2. A conti fatti non è ancora successo niente. E’ questo il punto.Le parole, le riflessioni e anche le promesse pronunciate da Obame hanno però un sentore di diverso. Si è sentito parlare da un punto di vista opposto a quello che siamo noi soliti ascoltare. E’ lecito sperare. Sperare…. ma cosa?Forse l’attaccamento mondiale nei confronti dell’ex-candidato democratico è dovuto proprio a quella penuria di idee che ritroviamo in altre parti del mondo, l’Italia prima di altre.

  3. david, sono d’accordissimo, non è successo nulla. io non parlo di fatti, non credo che Obama sia il Messia giunto a rivoluzionare il mondo. Credo che sia però una figura nuova e con messaggi sinceri e positivi (sempre, aggiungo, per qaunto concerne l’America imbevuta di storielle alla Via col vento…) di cui non noto un omologo in politici europei, neanche britannici che pure tanto mi piacciono. Sicuramente non in qaulche italiano. Io ho sentito quello che tutti e penso anche tu abbiamo sentito: i discorsi al tg, ciò che è scritto sui giornali (e per quanto mi riguarda anche il times), i video delle conferenze e qaulche approfondimento sulla bbc che prendo grazie al satellitare. quindi io mi affido a queste informazioni. Non credo però ci sia granchè da essere dubbiosi sulla veridità delle informazioni passate…
    (grazie per quello che mi pare un complimento. la lotta eterna tra destra e sinistra mi sta profondamente sul cazzo)
     
    josef, più o meno è qiello che penso io. non tanto i fatti, se ci saranno (come la giusta obiezione di david qualche post fa "questo aumenta le truppe in afghanistan" che sarebbe segno di gran poca diversità dal precedente governo)ma proprio il sentore che ALMENO qualcuno ha detto qaulcosa di diverso, se non proprio nuovo. A me ha colpito tantissimo, come ho già scritto, il suo dire "io vi aumento le tasse" mentre McCain contunava a dire che le avrebbe abbassate. Una cosa del genere dove la si sente qui? Il mio paragone è sempre con l’Italia, sbagliato forse, ma non posso farne a meno. Questa nostra politica mi delude ogni giorno di più.

  4. perchè c’è bisogno di sperare.E se qualcosa di così grande è successo oltre oceano,perchè non poter credere anche solo per un secondo che possa accadere anche qui?Niente destra niente sinistra,non si parla di nature contrapposte,si parla di un passo che ha segnato la storia mondiale.Punto.
    Perfettamente d’accordo con la nostra cler

  5. david, leggo il suo programma e ci penso…
     
    mario, tiratela di meno :)
     
    cla e vale sempre d’accordo :)
    banalmente…la speranza è l’ultima a morire

  6. Ok, ora ho letto bene l’articolo. Sono profondamente d’accordo quando dici che una delle sue doti è la sincerità. Secondo mè è stato proprio questo il motivo preponderante del suo trionfo. Non si  nascosto dietro stereotipi e non ha fatto promesse esorbitanti (del tipo "un milione di posti di lavoro!"). Si è semplicemente presentato alla luce dell’analisi di ciò che andava e ciò che non andava ed ha cercato di proporre rimedi che potessero andar bene per tutti…
     
    Una cosa che non capisco però, e sulla quale mi sto interrogando da giorni è questa. Dal 1948 la sinistra italiana è sempre stata fermamente antiamericana ("Boicottiamo i McDonalds!" "Boicottiamo Winzozz!" "Non compriamo gli iPod!"). Poi però di colpo si trova ad inneggiare agli States…uhm…

  7. Questione di punti di vista. Certo Uòlter non può essere considerato sinistra…ma ci sarebbero altri nomi da fare che sono talmente a sinistra che in Parlamento non c’entravano. D’oh.

  8. Io mi chiedo un’altra cosa. Ma quando da noi votano, negli USA la fanno lunga come qui da noi?Ne dubito assai.

  9. mario, non sono decisamente d’accordo, soprattutto perchè non entrano visto che non li votano. ma come dici tu, questione di punti di vista.
     
    bea, direi di no. però in fondo preferisco la nostra campagna elettorale, nei suoi tempi, perchè negli USA è cinema allo stato puro.

  10. Quello sì, certo. Preferisco andare a vedere Uolter in piazza del Duomo a Prato. (ogni riferimento è PURAMENTE casuale)
    Ma si sa,qui ormai è provincia americana. E bada bene, non è per anti imperialismo contro gli USA.
    E per il servilismo che c’è in Italia, nella politica italiana, nei confronti degli USA.

  11. beh certo, se il presidente del consiglio elogia bush definendolo il miglior presidente che gli usa ricordino (‘sta minhcia. su milioni di americani forse in tre lo apprezzano, e sua moglie non è tra questi) e dà dell’abbronzato al nuovo…beh beh beh.

  12. dall’alto della mia disinformazione faccio notare che Mc Cain aveva dalla sua la pesante eredità lasciata da Bush

  13. tira aria nuova negli USA….qua da noi il massimo di aria nuova è una scorreggia….scusate la trivialità, ma stasera sono strumento di una comicità piuttosto greve….

  14. Claretta, è logico che non vengano votati. Pur di non riavere il Nano a Montecitorio, la maggior parte dell’elettorato della Sinistra extraparlamentare ha preferito votare per Uòlter. Il classico italiano che tra i due mali, sceglie il minore.

  15. fiorenza, McCain era anche uno che proponeva una politica simile a Bush. Gran poco muovo, il suo modo di pensare…matteo,sarai anche triviale ma conciso e chiaro :)mario, è vero che tra i due mali il minore. ma è anche vero che l’attuale, chiamala così se vuoi, sinistra che non è al parlamento è un gruppo di inetti. certo, non facciamo di tutta l’erba un fascio, ma gente come bertinotti ha come unica possibilità fare il nonno e portare i nipotini al parco. perchè appunto si parla di nuovo, di cambniamento, e marx è superato. e poi sono ipocriti. hanno fatto i loro porci comodi fino a tangentopoli perchè la gente si fidava della sinistra. non meritano il mio voto, ecco. questo è quello che penso. vale, scherziamo col fuoco :)

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