Passato passato passato. Ancora qui.

 
Ero a Parigi, due anni fa circa, e me ne stavo seduta su una seggiolina verde bottiglia, scricchiolante, accanto ad una fontana. Il Louvre poco distante, i compagni di viaggio a cazzeggiare e il sole. C’era qualcosa che io ricordo come tramonto ma non so bene che ore fossero, di sicuro il sole mi abbagliava. C’erano tante voci, ma c’era silenzio, intorno, nella profondità di quel giardino. Lo stesso tacito accordo tra me e lo spazio circostante avvenne al mare, qaundo ero piccola, mentre pedalavo sulla bici bianca sgangherata di mia nonna (a cui ovviamente non arrivavo se non arrampicandomi) tra i recinti dei cavalli, gli oleandri rosa e bianchi, il caldo della Puglia. Vaghi ricordi, sì, libertà. O forse no. Non lo so davvero, e mi viene da ridere a pensare che mi fosse venuta così tanta voglia di scrivere e poi, zero. Veloci mi attraversano momenti che non hanno alcun legame tra loro. Un pomeriggio, con una coetanea, all’ombra dei pini marittimi ad infaggottare la Regata dei miei con belle-di-notte fucsia, arancio, gialle. E i coniglietti nelle gabbie che mia nonna nutriva con strani bocconcini di cui ancora ricordo l’odore, forte, come di erba secca. O i profumi, i campioncini di Chanel in una teca al secondo piano "posso usarli?", secco no di risposta e adesso sono sigillati in uno scatolone marrone in garage, adesso che ho vent’anni ci posso giocare. L’età è una cosa ridicola. Uno crede che crescere  significhi cambiare, lasciarsi andare, scegliere e invece. Invece è tutto un riprendere in mano fascicoli di vita, scarabocchiare un nuovo appunto e proseguire nella lettura per poi, un giorno, tornare indietro e riscrivere ancora un pezzettino. Qualche ricordo svicola dalla realtà e altri nemmeno sono più ricordi, non esistono.
E non riesco, una volta ancora, ad afferrare il senso di questa…fugacità.
 
Non so neanche cosa ho scritto, sarà colpa della febbre.
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6 pensieri su “Passato passato passato. Ancora qui.

  1. so che hai la fissa dei tramonti ma non me lo ricordo. semplicemente.
    credo che fosse il tramonto ma non ne sono certa.

  2. sai come si dice a Napoli? "Tiene vint’anne, l’età de’ suonne"
    (=Hai vent’anni, l’età dei sogni)

  3. Crescere vuol dire scegliere….. non ne sono più sicuro di questa cosa. A me sembra che le scelte vanno diventando sempre meno.

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