Cara I…

 

…ho spento il gas. A dire la verità ho girato la chiavetta gialla almeno quindici volte ma credo di poter dire, finalmente, che è spento. Semmai la casa dovesse esplodere perderei un paio di foto fatte a Parigi quando volevi attirare l’attenzione di quei tizi ubriachi e un ciondolo d’argento che non ho mai messo. Come quei gioielli che ti regalano alla comunione, non li metti mai eppure continuano a pensare, zii e parentele varie, che tu gliene sia grato. Ti mettono in mano una banconota sgualcita, un sorriso distratto e un ciondolo. Lo chiamano affetto. Ieri ho chiamato i miei e gli ho detto che partivo, per venire da te, ho detto, ma penso capiranno dalla mia cartolina che non sono lì, nel tuo appartamento imbottito di musica country, pessima musica country. Avevo detto che sarei stata presente al tuo compleanno, beh, scusami, si dicono tante di quelle cose. Per esempio, una volta, ho detto che lo avrei baciato se mi avessi dato dieci euro. Il suo bacio valeva dieci euro. Non importa più, non so dove sia, che fa…Magari è lui quello che adesso ti prepara il caffè in ufficio, quello che scrive sul giornale, magari. Ho un vago ricordo di noi due sotto la pioggia, dopo ore di amaro via col vento, che aspettiamo l’uomo della tua vita. Quello giusto, come si dice. Quello giusto, comunque, ti aveva dato buca e tu, imperterrita, così scioccamente bagnata, con le converse annegate. In quel momento ho capito che sono tutte stronzate, frasi gettate in pasto a chi le vuole sentire, chi ne ha bisogno per sopravvivere altrimenti sfiorisce, muore, crolla a terra, addio. Non c’era l’uomo della tua vita quella sera, nè tantomeno il mio, non c’erano. Non ero neppure io lì, con te, l’ombrello viola in mano a fingere di tremare per farti sentire in colpa, non c’ero nemmeno io, dopo venti minuti di nessuno in vista, sotto la pioggia. Ti ho lasciato senza cerimonie in attesa. Mi chiedo ancora se credi, dopo sette anni da quel temporale, a quello che mi hai detto mentre andavo via. "Quando aspetti per ore e ti annoi e vuoi andartene, una qualche forza ti attrae e non te ne vai, stai lì, immobile e aspetti ripetendo adesso vado via adesso vado via. Sai perchè non se ne va mai via nessuno? Perchè appena ti alzi e volti le spalle arriva quello che aspettavi, arriva il tuo turno e sei fottuto se lo perdi. Lo sapevi che dovevi restare lì ma ormai è fatta, sei fottuto. Io non voglio perdere il turno". Può darsi che io l’abbia perso, quella volta. O che tu l’abbia perso comunque, trangugiando balle e pacche sulla spalla. Intanto sto seduta, vedo se mi chiamano.

 Ciao.

Annunci

8 pensieri su “Cara I…

  1. ehm ehm..ho scritto "leggere" anzichè "lettere"?!
    ok sn fusa..chiedo scusa anke ai tuoi lettori!ahahahah

  2. fra, grazie. mahgari ne arrivano altre, chissà
     
    josef, se non fossi malinconica non avrei la necessità di partire.

  3. essì..si va via prima del tempo e si perde il treno, ma c’è sempre una prossima stazione…e le mete sono così tante che puoi sceglierle, o ti sceglieranno loro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...