Sono seduta su un grattacielo

 
Non sono proprio su un grattacielo.. Sono nella vasca da bagno. Vuota. Non ha senso sdraiarsi in una vasca con maglione e jeans addosso ma l’essere umano è curioso e vuole sempre provare l’ebrezza della follia. E poi riesco a riflettere. Pensavo appunto al 13 aprile che si avvicina. Un nuovo giorno che, quasi profeticamente, dovrebbe cambiare gli Italiani, lo Stato, l’Italia. Cazzate. Questo non è il secolo delle rivoluzioni nè quello delle svolte. Popolo assopito che dice di voler combattere ma si diefende ancor prima d’essere attaccato. Chiude le trincee per paura dell’inizio della battaglia e così prosegue l’attesa, come chi aspetta Godot e tenta il suicidio con corde immaginarie domandandosi i perchè senza fiutare la risposta. Io sono assopita. Credo nella rivoluzione ma non sono ancora scesa in piazza, come si usa dire. Non è tempo e ci credo. Senti profondamente quando la bomba sta per esplodere. Non la sento ora. Ne deduco che non c’è. Ho le mie colpe, certo, se avessi un briciolo di palle manifesterei il mio disappunto in un modo diverso dallo scribacchiare su blog e fogli, ma sono convinta che l’attesa sia necessaria affinchè il momento giusto, che ci sarà, cambi davvero qualcosa. Combattere ora non sarebbe combattere. La mia generazione non la vedo pronta. Incazzata, s’, ma non pronta. Se domani volesse alzarsi e cominciare io ci sarei. Io ci sono. Ma non lo faremo. Non è tempo.
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30 pensieri su “Sono seduta su un grattacielo

  1. Siamo campioni del mondo, abbiamo il colosseo e tante stazioni di scii, la costa smeralda e la macchina di seconda mano in garage che si potrebbe quasi confondere per nuova, siamo bianchi di pelle ed abbiamo un esercito che ci protegge (almeno quello USA), c’è il santino da pregare e ci son le discoteche, c’è il sole… Ecco la sintesi.
    Purtroppo alcuni tutto questo non ce l’hanno. E lo vorranno. Sempre di questa generazione, ma non in Italia.
     
    Non ne usciremo vivi da questo secolo.

  2. secondo me queste cose sono del tutto nulle di fronte alla realtà dei fatti: sono nata nella parte fortunata del mondo ma la parte fortunata fa schifo.
    quindi se non posso cambiare il mondo devo cercare di cambiare me e cambiare il piccolo stato in cui vivo che si dice civile e civilizzato ma dimostra puntualmente il contrario. E allora cos’è civiltà?

  3. Generazione incazzata? Mah… Una piccola minoranza lo è di sicuro; il resto è narcotizzato, e si gode questi ultimi scampoli di benessere concessi da un sistema economico che finora ci ha visti dalla parte del martello, e che sta per relegarci nel ruolo dell’incudine. Ha ragione Gustav, la ruota sta per girare, spinta dalle braccia volenterose di un paio di miliardi di persone (la Cina è vicina sul serio, e l’India non scherza).
    Il sistema economico che fino ad ora ci ha garantito il benessere è lo stesso che sarà responsabile della nostra regressione. Colpa di chi, di fronte al trionfo del capitalismo (per abbandono di campo da parte dell’avversario storico, crollato rovinosamente insieme al muro di Berlino sotto i colpi della Perestrojka) non si è chiesto se potesse esistere un sistema terzo, migliore di entrambi, ma lo ha accettato acriticamente: "Ha vinto, dunque è il migliore". Col cavolo. E’ una variante della legge della giungla, peggiorata con l’aggiunta di tutta la malvagità che il libero arbitrio concede all’uomo: un sistema in cui non vince il più forte, dunque il più capace, ma il più furbo, il più sleale, il più corrotto; un sistema che non è fondato su un’etica solida, ma sul motto "in guerra tutto è permesso, e non si fanno prigionieri", che, come le orde di Attila, devasta tutto ciò che incontra. Esagero? Guardate un po’ come vanno i flussi finanziari nel mondo e come è ridotto il pianeta, e mi direte.
    Di fronte a queste considerazioni la scelta fra PDL, PD e un altro paio di partiti passa decisamente in secondo piano; i primi due tendono ad assomigliarsi sempre di più, costretti proprio dai vincoli imposti dall’economia (il primato dell’economia sulla politica non penso possa essere messo in discussione; la ritengo una cosa triste, convinto come sono che dovrebbe essere la politica a governare l’economia in conformità all’interesse comune, ma questa è una posizione legata alle mie convinzioni personali), e visto il copione delle ultime due legislature Berlusconi appare meno credibile di Veltroni quando parla di gestione economica del Paese (vedete un po’ cosa ne dicono gli analisti finanziari di mezzo mondo); Casini ormai parla solo di nucleare e di sostegno alle famiglie (c’entrerà il fatto che la costruzione di opere di una certa portata potrebbe risultare in un discreto sostegno alla famiglia del suocero?); la sinistra arcobaleno non sembra compatibile con il governo di un Paese immerso in un sistema economico criticabile (e da loro aspramente criticato) ma che non ha nemmeno un millesimo della massa critica necessaria per iniziare quella radicale revisione del capitalismo che Lionel Jospin si augurava anni fa… E’ dura, decisamente; per ora non ci resta che attendere, studiando, andando a vedere come si vive altrove, cercando di intrecciare una rete di contatti che facciano di noi dei cittadini attivi; e conservando immutata la capacità di indignarci, sperando che serva.

  4. Non esagerate nè sbagliate. siamo più o meno sulla stessa linea d’onda con la differenza che io parlo in piccolo – l’Italia, non Cina e India o Terzo mondo con cui comunque dovremo fare i conti. Tempo fa, pochissimo tempo fa, mi sarei detta: prima c’era questo, e ora? Adesso rifletto bene e mi dico che prima non c’era un bel niente di diverso da ora. La politica era luogo di corruzione, tangenti, partitini insignificanti che si accaparavano voti dell’ultima ora. Idem adesso. La differenza allora dove sta? C’è. La differenza c’è. Ad un certo punto le persone si sono stancate e hanno preso in mano la loro vita attaccando chi la disturbava e masticava senza ritegno. Il futuro che hanno prodotto è questo, lo vediamo, ma hanno combattuto per qualcosa, hanno dato battaglia a ciò che era marcio e sbagliato. Noi? Noi non stiamo neppure tentando di fare qualcosa se non di migliore almeno di differente. Ci passa davanti lo squallore che prima di noi hanno visto altri e a differenza loro non facciamo assolutamente nulla.
    In questo la nostra generazione è ben poco pronta. Non lo è affatto.
    L’esempio classico, trito e ritrito è il Sessantotto…il futuro che ci ha aperto è quello che oggi abbaimo davanti. Non dei migliori. Ma qualcosa si fece e il futuro non è sotto il nostro controllo. Ma se non siamo in grado di cominciare qualcosa come potremo mai migliorarla? La ruota gira, sì. La storia davvero si ripete. Io preferirei una guerra a questo lassismo.

  5. Una guerra, quella per il petrolio, è già in corso da anni; il temuto e inevitabile "Peak Oil" ne scatenerà di nuove. Altre ancora si combatteranno per l’acqua, per conquistare un posto (non troppo) al sole (surriscaldamento globale e desertificazione spingeranno masse immani verso le zone temperate).
    Come reagiremmo ad una guerra? Siamo i cittadini di un impero in declino, rammolliti dal benessere, spinti verso uno sterile individualismo che in nome della necessità di consumare ha sostituito il possesso di oggetti con i valori condivisi; le scelte improvvide di chi ci governa e la contingenza ci contrappongono a masse di diseredati che non hanno nulla da perdere, molti dei quali ulteriormente caricati con l’uso improprio di argomenti religiosi che per loro rappresentano l’unica speranza di una vita migliore (che sia questa o quella ultraterrena non importa)…

  6. Io dubito che ci riguarderà…non camperò fino a 120 anni e se dovesse accadere caro GL ti racconterò (perchè sarai anzianotto pure tu al mio fianco) quello che ho visto. Ce ne saranno di gravi, di serie, di disastrose. Ma non adesso. E se da una parte è una fortuna, perchè non mi preme assistere alla Terza Guerra Mondiale che comunque arriverà, dall’altra siamo costretti a questa apatia da moribondi. Nullafacenti, in tutti i sensi. Socialmente inutili.

  7. si, qui tutti a fare discorsi seri.
    ma intanto cler era sdraiata nella vasca da bagno.
     
    (a volte lo faccio anche io)

  8. Poi dice "ma perché ammiri tanto Clara?"; ecco perché: coglie l’aspetto surreale della faccenda e in due parole ti riporta alla dimensione giusta. Se il surreale avesse più peso nelle nostre vite la realtà sarebbe di gran lunga meno schifosa.

  9. ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh.
    i miei occhietti cisposi si commuovono.
    e ti vogliono portare fuori a cena. con Clara, s’intende

  10. faremo la rovina del malaugurato ristorante che ci ospiterà.
    vino, vodka, assenzio…ma sì…buon’uomo porti qui.no non guido, giuro. (aeheahaeh [risatine caotiche])

  11. …e quando ci cacceranno dal ristorante usciremo abbracciati, cantando a squarciagola, ci arresteranno per schiamazzi notturni e ci porteranno in camera di sicurezza, e continueremo a cantare anche lì. Sarà bellissimo.
    Ci sto. Lo dobbiamo fare.

  12. se magari evitiamo la camera di sicurezza e l’arresto notturno ci sto anche io…
    c’ho la reputazione della brava ragazza. mi fa comodo tenerla.

  13. Vabbè, niente schiamazzi notturni. C’è meno gusto, ma non posso certo permettere che la reputazione di una fanciulla venga compromessa.

  14. allora facciamo così: schiamazzi sì ma poi si corre via come pazzi, ridacchiando perchè mezzi ubriachi.
    almeno la pola la pola la pola non ci arresta.
    e io sono brava buona e bella.
    anche se già sono bella.

  15. schiamazzi sìma poi si corre via come pazziridacchiando perché mezzi ubriachi
     
    Questi versi faranno parte della mia nuova canzone. Se decolla ti pagherò i diritti, ovviamente.

  16. ohibò, ne sono talmente onorata e commossa che le concedo pure di non pagarmi.
    magari non dimenticarti di me se diventi famoso, eh.

  17. sì ma poi uno diventa famoso, perde le girelle (ho voglia di liquirizia) e si scorda di quelle che lo hanno amato, bramato, eccetera eccetera.
    quello amato sei tu e quelle che ti amano siamo noi, ovviamont.

  18. Giammai mi scorderò di voi, il vostro amore è ricambiato; e poi non ci perderemo di vista, anzi, andremo a vivere tutti insieme, noi della compagnia dei pandistelle. Il condominio dei pandistelle. No, suona male. La comune dei pandistelle. No, "comune" mi sa di assenza di acqua corrente. Vabbè, vedremo come chiamarlo, ‘sto posto.

  19. il camping pandistelle.
    mmm.
    poi vengono i tedeschi a fiotti.
    (il che potrebbe interessarci…nevvero claire?)

  20. Che ve ne fate dei tedeschi? Fino a prova contraria l’amante ideale è latino! No, non nel senso che deve sapere tutte le particolarità della terza declinazione… XD

  21. l’hai detto solo perchè tu lo parli quando sei ubriaco.
    autoreferenziale, ecco cosa sei.
    tranquillo che i tedeschi possono bastare per una notte.

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