after Madonna

 
Come non aver voglia di tornare a casa dopo il delicato risveglio della mutter dopo sei ore di sonno in due giorni?
– in piedi, oh! per te è sempre vacanza vero? – falso. Io sono un’impegnata fancazzista – e poi quella valigia! non potevi disfarla ieri sera? – come come? cosa odono le mie orecchie. Ma cara mammina, lo sanno tutti che la valigia è il ricordo nostalgico delle belle ore passate con gli amici ergo si disfa almeno dopo una settimana – e perchè siete partiti alle sei di sera? non potevi tornare prima? -. odio il ritorno a casa. Prima ancora che si varchi la soglia ci sono già venticinque domande pronte per te. Caccia alle informazioni aperta. Ora, io non sopporto quelli che dopo un viaggio, appena hai girato la chiave nella toppa, ti tartassano. Mia madre è tra i quelli.
-c’era traffico? *no – chi guidava? *marghe – avete sciato? *no – che avete fatto? *bevuto – cosa?! *pattinato sul ghiaccio – due giorni? *ma no… [e via così]. Partendo dal presupposto che dopo tre ore di auto e zero di riposo vorresti andare a letto con ancora le scarpe indosso, la sottoscritta rispondeva con il linguaggio comune dei grugniti. Parlare con un troll deve avere evidentemente fiaccato la signora che così ha rinunciato all’interrogatorio. Lo riprenderà tra poco a pranzo, ma sono già più predisposta.
A parte tutto questo, la gita a Madonna di Campiglio ci stava. Grazie all’intrepido navigatore satellitare da me & Laura ribattezzato Giuditta, siamo giunti a destinazione e abbiamo gioiosamente cazzeggiato guardando la neve sui tetti ma senza provare il minimo desiderio di uscire di casa. Perchè farlo? Avevamo vino [che non è più tornato a casa, pace alle bollicine spumantine sue], monopoli [fossi capitata una volta, dico una su Largo Augusto…], carte e playstation. Quale ragione poteva spingerci a mettere il naso fuori? Forse fu la puzza di chiuso o il vago ricordo dell’aria fresca a convincerci che un pò di sano pattinaggio seguito da una deliziosa cioccolata calda erano cosa buona e giusta. L’unica incrinatura nei rapporti si ebbe quando Jacopo seppe che nessuna mamma sapeva della sua presenza in montagna. Gita di sole donne, si era detto. -Ma perchè, scusate? – la risposta non gli è mai giunta. Cosa potrei raccontare? Mah, è una di quelle cose che o vivi o non riesci a scrivere quanto te la sei spassata…Margherita che puliva ogni cosa dieci volte e noi che "vuoi una mano" ma poi ci siamo lasciati servire. La balla che non poteva arrivare più giusta e maledetta di così, viaggio rapido al bagno ogni tot minuti incluso. La porta finestra da me quasi sfondata perchè ridevo senza guardare dove andavo – colpa del nero d’avola. I bastoncini findus chiamati ripetutamente Pavesini o sofficini, il motivo è ancora a noi tutti sconosciuto. Il baila e l’aerobica mattutina con margherita. and much more.
Senonfossechepoisitornaacasa…
 
momenti clu:
L:(giocando a monopoli) posso comprarmi il via?
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J: (perdendo a carte per la millesima volta) io ero sempre tagliato fuori da tutti i giochi. anche a calcio nessuno voleva mai farmi giocare perchè non ero capace. (segue lacrimuccia)
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T: Clara…RIFOOOOOOOOOOO (e ci si salta addosso…senza alcun senso…)
C: Tucci…VOLEMOSSE BBENE!!! (e sui pattini ci si salta addosso senza alcun senso)
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J: sì ma Clara sei stata di un malmostoso in questi due giorni…
C: Io? ma che cazzo dici?
T: eh dai è vero…
L: hai proprio rotto i coglioni
M: sì sì non ne possiamo più…
…davvero grazie…
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3 pensieri su “after Madonna

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