Scusa ma vado al cinema

Bene, prima lo snobbavo senza aver nè letto il libro nè visto il film semplicemente perchè era di Moccia e tutto ciò che è di Moccia lo cancello dalla mia vita. Ieri sera però l’ho visto, ‘sto film, quindi posso snobbarlo senza sensi di colpa. Era la serata donne ed erano aboliti film senza le seguenti caratteristiche: un lui nudo, un lui che muore, un lui che piange, una lei che dice ti amo venti volte, una lei che non sa scegliere tra lui e l’amico di lui, un lui che fa lo stronzo ma poi la ama, un lui che fa cazzate per amore, una lei che muore partorendo. Quindi sono entrata in sala pensando "Vediamo di non buttare cinque euri nel cesso, tanto per cambiare. Raul almeno fatti vedere nudo che mi tiro su di morale". A parte che Raul non l’hanno pagato abbastanza per farlo vedere nudo, mi aspettavo un film carino ed effettivamente è un film carino. Fino a un certo punto. Moccia non è un regista, neanche uno scrittore, certo, ma ormai si è lasciato prendere la mano e tormenta le librerie. Si sperava che almeno lasciasse in pace il cinematografo, ma è stato bravuccio pur avendo a che fare con un’opera che è una mezzasega e che ha scritto lui stesso medesimo. L’ostacolo primario è dato dalla protagonista: Niki. Cazzo, ma si può dare nomi del genere ai personaggi? Niki, Olly, Dily, Pily, Mily…Vabbè, sarà che noi gggiovani siamo flippati mentalmente e comunichiamo così (anch’io ho amiche del tipo Spilly, Lety, Tucci,…) e quindi passi. Tre risate, devo dirlo, me le sono fatte perchè la storia non è mica da buttare via. Scritta male e infantile ma seminuova, perlomeno. La trama non ve la racconto quindi se non vi va di leggere oltre posso capirvi. Seguono un cumulo di critiche positive e non (più non comunque). Ben girato, non me l’aspettavo, brava l’attrice protagonista anche se la sua voce da eterna bimba dell’asilo scassa i cosidetti dopo un’ora di film, spentuccio Raul Bova che forse poteva impegnarsi di più .Tocco di originale banalità sono le frasi a mezz’aria che ci riportano ai tempi della smemo:"l’amore è come la peste: te lo prendi senza volerlo", tanto per essere chiari. Erano famosissime, da Shakespeare a Hikmet, ma buttate lì ogni dieci minuti erano uno smaronamento. Che dire ancora? Come direbbe Paola sto distruggendo un film (che lei ha adorato) ma in realtà, sinceramente, non era pessimo come credevo. Davanti a una pizza con le amiche un film così ci sta benissimo. E poi si può fare un gioco spassoso per trascorrere meglio la serata: contare quante volte Niki dice ti amo a Raul…uno, due, tre, quattro no cinque, no siamo già a dieci, venti, trenta, cinquantamila…Fermatela…

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6 pensieri su “Scusa ma vado al cinema

  1. Mmm… sarò prevenuto, snob e intollerante, ma se incontrassi Federcio Moccia gli direi "Scusa ma ti digerisco mooolto forte in faccia" e giù un bel rutto, che non sarà fine, ma per esprimere disprezzo vale meglio di mille parole. Già, non so ruttare… maledetta educazione repressiva delle manifestazioni gastroentericoesofagee!

  2. quoto GL.al massimo.
    in prima media ho vinto una gara di rutti, ed ero l’unica ragazza.
    ciò detto…no. moccia, no.
    no e mille volte no.
    (certo, tutto ciò è contro i diecimila sì che escono spontanei dal petto a raul bova..SI’ RAUL, SI’, SIIIIII’!)
     

  3. I bravi critici cinematografici vanno a vedere anche le puttanate per essere sempre preparati, anche sui film brutti.
    (sì bella scusa…volevo vedere raul gnudo!!!!Clara, i muscoli ci fanno rimbambire?!?!)

  4. Clara ti amo. No, non temere, non voglio fare concorrenza ad Abdu; era per sottolineare la mia ammirazione nei confronti della tua abilità ruttatoria, facendo nel contempo un omaggio a Elio e le Storie Tese. Ciò detto: che avrà mai ‘sto Raoul Bova ("Ma che ci fa questo Gregorio Pecco alle donne?", diceva Totò), che quanto a espressione cagnonesca non è secondo a Coli Farrell? Colin Farrell, che io odio per aver osato profanare con la sua presenza un film di Terrence Malick (The new world).
    Cler, è vero, il buon critico deve vedere tutto; io ho visto "Classe mista 3A" (il primo lungometraggio diretto da Moccia) e "Tre metri sopra il cielo" (tratto dal suo celeberrimo libro). Mi ci sono voluti otto gin tonic e un numero imprecisato di rhum e pera per riprendermi, e ancora oggi ho gli incubi.

  5. sì ma GL te sempre a risolvere le cose con l’alcol…che malato. che drogato.
    Clara…m’insegni a ruttare? Ci stanno provando tutti ma niente, ho l’animo di una donzella puritana e sono rude quanto la signora Rottermaier (non ho la più pallida idea di come si scriva il nome di quella pazza…)

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