Infinita sopportazione

La mia pazienza sta terminando e la mia sopportazione ha già inviato i suoi saluti da qualche mese a questa parte…più precisamente mi sono stufata stancata annoiata tediata etcetera della scuola, dei banchi, delle sedioline in legno e plastica e ferro nero, delle cattedre, delle lavagne, dei poster, degli armadi grigi, delle finestre panoramiche, delle persiane verde marcio scassato, dei libri, delle penne, delle matite, di Lety, delle verifiche, delle simulazioni, delle parole, dei profe, delle luci al neon, dei termosifoni accesi a 50 gradi centigradi in aprile e spenti quando a dicembre si gela, dei primini che chiaccherano per i corridoi, dei corridoi, dei bagni, della carta igienica invisibile, dei cestini per la carta e di quelli per le lattine e di quelli col sacco nero, delle macchinette piene e straripanti di Nestlè e Pavesi, di Fanta e CocaCola, di computer, di tecnici, di preside e segretarie, di bidelle e psicologa, di scalinate polverose, di facciate grigie, di lettere, di storia, di filosofia, di legislazione, di mate, di biologia, di pedagogia, di metodo, di religione e di Maria Maddalena, di proiettore e dvd, di altoparlanti e di incontri e assemblee, di bienno e trienno, di alunni e studenti, di mocciosi e perdenti…

 

Voglio che quest’anno sia il più breve della mia vita...eppure dura così tanto, il bastard

 

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