Questa sera non ho voglia di tornare a casa

“Sarà quel che sarà, questa vita è solo un’autostrada che mi porterà alla fine di questa giornata” dice Venditti. Ed io quando cazzo la imbocco quest’autostrada? Perché non c’era un libretto delle istruzioni quando ci hanno fatto nascere? Aspetto il principe azzurro con il suo cavallo bianco guardando assorta fuori dalla finestra e quando capisco che il principe s’è perso per strada mi metto col cavallo, per consolazione, così…per non restare del tutto sola.

Leggetevi ESCO A FARE DUE PASSI di F. Volo, magari scoprite d’essere innamorate dei sogni anche voi

 

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6 pensieri su “Questa sera non ho voglia di tornare a casa

  1. non è sbagliato sognare, forse non è neanche mai troppo tardi per imparare a farlo, ma quando cresci, arrivi alla mia età, ti guardi intorno e ti rendi conto di essere in ritardo su molte cose, e quel che è peggio è la pressione che tutto e tutti ti mettono addosso, allora i sogni li metti da parte. o addirittura inizi ad odiarli, perché ti ricordano quello che eri e non sei più, i progetti che avevi e che non hai saputo realizzare. e pensarci serve solo a farti stare male.
    anche io ero innamorato dei sogni e ne avevo tanti a 18 anni, da allora ne sono passati altri 7 e mi sono reso conto che, anche se la realtà non è certamente meglio dei sogni, è comunque con quella che dobbiamo fare i conti ogni giorno, soprattutto nei rapporti con gli altri.
    da sempre aspetto anche io la mia principessa, eppure ogni volta che mi sembra di scorgerla da lontano mi rendo conto che sono io ad aver sbagliato strada, e che ogni passo che avevo fatto in avanti per raggiungerla è un passo che non potrò più fare indietro.
    chissà perché i sentieri che percorro sono più oscuri tetri e fangosi di quelli di chi mi sta intorno. o forse sono io che avrei bisogno di un libretto di istruzioni meno complicato.
    chissà.

  2. secondo me siamo viaggiatori persi nella nebbia. io vivo la vita, non sto esattamente di fronte alla finestra ad attendere notte & giorno, ma questo sentimento non mi abbandona mai. E se non guardo mai indietro, non vado mai neppure avanti. Sono una persona molto dinamica, attiva, non resto nè a guardare (non sempre perlomeno) nè mi faccio trascinare però…però…guardo la strada, quella davanti a me, e ppi mi giro e guardo quella dietro e poi mi fermo e non so più dove guardare…e intanto le persone passano ed io ancora lì a credere che il prossimo turno sia il mio, come quando sei in fila alla posta o in questura e da bravo scemo credi che te la sbrigherai in fretta. Illuso…il minomo è passarci 3 ore in piedi in fila…per la vita un pò di 3 ore ma è sempre tempo che non riesci a capire dove va senza di te. E’ possibile essere così paranoici??

  3. Sei dolcissima… un’abbraccio!
    Pensa che il Principe azzurro potrebbe essere proprio ad un palmo della tua mano e tu occupata a cercare aldilà dell’orizzonte non te ne accorgi.
    Osserva più attentamente ciò che hai vicina.
    Passa a farmi visita se ti fa piacere e senza impegno naturalmente!
    A presto, Salvatore da NApoli.

  4. grazie salvatore per la tua dolcezza nei miei confronti!
    Massì…non si può perdere la vita dietro al principe, semmai arriva lui in ritardo e lo faccio penare, bastardo!

  5. saremmo anche paranoici ma non credo che stiamo peggio dei cosiddetti "normali", cioè coloro che certi pensieri non li hanno (anzi, che non hanno proprio pensieri…).
    nessuno di noi resta fermo ad una finestra, siamo tutti così presi dalla frenetica vita di tuti i giorni: scuola, università, famiglia, per chi non si cimenta in altro, lavoro, sport, volontariato, spaccio, ecc; ma idealmente siamo tutti affacciati, tutti a guardare l’orizzonte, sperando che esso muti.
    il mio rimpianto e non aver saputo cambiare le cose fino in fondo quando ne ho avuto l’opportunità, e ho avuto 2 anni; risentimento che sale ancora di più quando mi trovo a confrontarmi con gente che invece ha lasciato un segno della propria presenza già dopo una settimana…
    certo anche nel corso dell’esistenza c’è da fare la fila come in questura, ma con una differenza: quando sbrighi la tua pratica esci e non se ne parla più; la vita, al contrario, non ti lascia mai certezze. neanche dopo anni, altro che 3 ore in piedi…
    il gioco è questo e lo accetto, ci mancherebbe; ma ogni tanto non ho voglia di giocare, vorrei fermarmi. anche quando giocano tutti intorno a me.

  6. no no invece per me ci sono persone fatte in un certo modo e persone fatte in un altro. NOn che simao predestinati, non credo al destino, ma certamente qualcuno è in grado di non stare a guardare sempre oltre i vetri e non pensa minimamnete al principe: o perchè ce l’ha o perchè lo nasconde…Io invece credo di essere quella persona che è in cerca dell’amore, ma un amore romanzato che non può aspettarsi…che è assurdo aspettarsi. Non mi induce alla depressione, ma rifletto…così…

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