Berlusconismo

Ma il Caimano è o non è un film politico?
Per quanto mi riguarda, non lo è…fino agli ultimi 10 minuti di pellicola in cui tutta l’oggettività e il buon diplomatico autocontrollo di Nanni Moretti vanno a farsi benedire con atmosfere epiche, irreali, alla "Star Wars", mancava solo uno Jedi, lo giuro.
Nonostante l’aria politicante, che non è poi un male, trovo che il film sia ottimo, molto molto ben fatto e soprattutto con attori che danno il meglio di loro in ogni scena, bravi davvero (infatti direi che Silvio Orlando non poteva non meritare il David di Donatello! E’ spettacolare, drammatico e tragico come gli attori dei teatri greci quando i filosofi e gli aristocratici andavano ad ammirare i capolavori della vita e le passioni dell’uomo. Orlando è un attore umile ma merita parecchio…chiudo la parentesi).
A sopraffare il ruolo politico del film è una sottotrama a mio parere delicatissima e molto introspettiva, un uomo distrutto dagli insuccessi ma in un modo tutto italiano, disperato ma sempre ironico. Noi siamo fatti così, non riusciamo a prendercela davvero, non siamo capaci di dar giusto valore a quello che ci capita (come nazione) e lasciamo correre spesso la nostra frenetica arte della menzogna (a noi stessi medesimi, perchè ci illudiamo pure per conto nostro).
Credo che IL CAIMANO sia molto più che una critica al "torpore berlusconiano", anzi, credo che non lo sia affatto; è una storia, discutibile originale impraticabile ma pur sempre una storia che esprime ancora una volta di che pasta vorremmo esser fatti e di quale siamo, realmente. Moretti non mi è mai piaciuto particolarmente dal punto di vista politico (e i suoi girotondi li odio con tutto il cuore) ma finora apprezzo di buon grado le scelte stilistiche, tematiche e tecniche dell’ultimo film ed ho fatto bene a non vederlo, come molti – purtroppo -, poco prima delle elezioni perchè altrimenti avrei visto solo quel pelatozzo che veniva chiamato mafioso e parlava di Arcore e di altre inutili ipocrite stronzate. Invece vedendolo ora noto i dettagli, le imperfezioni e le bellezze di un altro piccolo CULT (non capolavoro però) italiano.
Insomma, w il cinema!
 
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4 pensieri su “Berlusconismo

  1. Clara io non ho visto il film, lo sento nominare adesso per la prima volta, comunque ho visto diverse interpretazioni di Silvio Orlando (Sud, ad esempio) e sono d’accordo con te: meriterebbe qualcosa in più, sia a livello di opportunità che di riconoscimenti (per quello che valgono, perché chi conosce l’arte sa quanto vale veramente un signolo artista.. chi si ricordava di Sergio Castellitto fino a qualche anno fa???).
    sul Nanni Moretti politico ognuno può dire quello che vuole (anche io cambiavo canale davanti ai girotondi), ma come artista non si può non apprezzare: nei suoi film mette sempre qualcosa di più del suo punto di vista, e in quel qualcosa possiamo riconoscerci tutti.
    a presto Clara

  2. Infatti: Nanni Moretti è un buon regista italiano, forse un pò troppo concentrato sulle cose da dire che sull’immagine però anche Ecce Bombo mi pare un buon film con lui. E poi era manifesto di quegli anni quindi ha un valore simbolico notevole, se non l’hai mai visto te lo consiglio o se l’hai visto dimmi pure che ne pensi. Ecco, forse la pecca fu LA STANZA DEL FIGLIO che secondo me è un bel film, ricco di riprese molto molto forti (tipo quando cantano in macchina e ricordano teneramente i momenti col figlioccio) però è noioso, almeno per me. Doveva cercare di rendere più forte il dolore e meno lunghi gli sguardi.

  3. ho sentito nominare Ecce Bombo e una volta ne vidi qualche scena (su Rai3 alle due di notte… ecco quanto le nostre reti tengano a diffondere il cinema d’autore mentre i reality show sono sempre in prima serata…), mi piacerebbe vederlo per intero. so che tra gli interpreti c’è pure Giampiero Mughini (wow!), non posso perdermelo…
    il tuo giudizio su La stanza del figlio mi stupisce un pò, se non altro perché sono in molti a giudicare quel film il migliore di Nanni Moretti; secondo me il dolore si può esprimere e rappresentare in modi diversi a discrezione del regista (a seconda della sua sensibilità): lui ha scelto di coglierlo nei lunghi sguardi degli interpreti, esattamente come lo avrebbero espresso tante altre persone (forse anche noi, chissà, nella stessa situazione); altri avrebbero fatto diversamente.
    alla fine il film è piaciuto, qualcosa al pubblico avrà pur comunicato; ed è questo quello che conta ;)

  4. No, non riesco ad evitare di trovarlo noioso. Bellissima e delicatissima la trama, la storia, ma non mi piace come l’ha girato. Non sono tanto gli sguardi quanto quelle espressioni da :"Boh, che ci faccio qui?".
    Non lo apprezzai quando lo vidi

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