Brokeback Mountain – i Romeo e Juliet omosessuali

È una storia d’amore dai contorni goffi, è poesia, è profonda sincera passione nascosta in un luogo dell’anima prima ancora che reale: Brokeback Mountain, tra le montagne del Wyoming (USA), è il dramma – attualissimo seppur ambientato nel 1963 – dell’amore gay, sentimento così distante ed anormale per molti eppure i gay, come chiunque altro, scelgono chi e come amare e lo fanno, perchè tanto stupore? Anche un film su due ragazzi omosessuali è in grado di raccontare l’amore, nella maniera più genuina possibile, senza tutine in latex, localini trasgressivi e rapporti sessuali occasionali, non è la stereotipizzazione della checca (vedi “Piume di struzzo” con nostalgiche note di Broadway o “In & Out” dove Barbra Streisand è il TOP dell’omosessualità) nè ostentazione della dissolutezza gay.

“Brokeback Mountain” è tenerezza, semplice e purissima ricerca di quella felicità tanto attesa, di quella persona sognata così a lungo da poterle quasi dare un volto, un nome, un indirizzo. -Io…non sono mica uno di quelli…insomma, non sono mica un finocchio- si giustifica Ennis del Mar: eh sì, perchè lui e Jack Twist sono cowboys, dovrebbero incarnare la virilità del rude americano di montagna, dovrebbero ricordare Clint Eastwood -“non c’è abbastanza posto per tutti e due in questa città”, presente?- ed invece, tra un ruscello e i prati adebiti a pascolo, si amano, li vediamo abbracciati, distaccati dal torpore della vita che sono stati obbligati a costruire e condurre a causa delle convenzioni sociali, quando è nei pochi momenti passati tra i boschi, coi loro cavalli e i barattoli di fagioli, che realmente si destano.

 

Questo film non è per chi, parafrando Tondelli, “vuol sapere come fanno gli omosex a fare l’amore”, no! Per apparire sfacciati e ribelli, beh, questa pellicola non basta, meglio un tatuaggio o qualche graffito sul muro della scuola. “Brokeback Mountain” non è scadente sentimentalismo, non a caso l’ho definito un “Romeo & Giulietta” gay anzichè un “Tre metri sopra il cielo” e mocciniani simili in versione ALTRA SPONDA.

L’ho visto, tra l’altro, in un cinema parrocchiale, mica al cineforum dei sessantottini tra canne e amore libero. Mi spiego: ritengo che le persone abbiano un certo grado d’intelligenza (o dovrebbero averlo, ma questo non è il luogo per approfondire il Q.I.), di conseguenza, se il film è stato capito fin nell’intimo, è impossibile restarne scandalizzati ( e non se ne esce neppure illesi poichè si aggroviglia nella matassa dei nostri pensieri e si scava lì uno spazietto…), persino le scene “hot” si riducono ad una sola e pure al buio! – ma questo la rende comunque comprensibile, lo ammetto -.

Insomma, sono di parte, dai, si era capito già dalle prime righe: gay o etero, non importa CHI scegli d’amare, meno ancora come fai sesso, siamo liberi almeno di provare sentimenti o anche di questo dovremmo rendere conto? Non sto parlando di assassini, infermi mentali, madri depresse che mettono i figli in lavatrice, Parlo di esseri umani che hanno diritto a vivere senza limitare i propri bisogni fisici e non…va imposto anche l’amore? E qui, dunque, sorge spontanea un’altra questio: e allora l’Italia è o no un paese laico? Se veramente lo è, cosa di cui dubito, qual è il problema? Cosa cambia se si sposano due uomini anzichè un uomo ed una donna? Almeno il diritto al matrimonio civile non andrebbe discusso perchè la Chiesa non deve metterci il naso e non c’è neppure lontanamente il dubbio che essere gay sia eticamente scorretto, ma per piacere!

Perché solo la Spagna l’ha capito e attuato? Povero Zapatero, magari non gli rinnovano neppure i voti elettorali perché è stato troppo libertino, è l’amico dei gay


In ultimo, ma non per importanza, vi lascio due trafiletti sintesi di un mite dibattito tra il cardinale Ersilio Tonini e la psicoterapeuta di coppia Gianna Schelotto. A voi la scelta ( e torno a parlare di libertà, in qualche modo) su che coscienza considerare. La mia l’avete già capita credo…

 

CARDINAL TONINI:

“La Chiesa sa che i gay, al pari di altri uomini,

sono capaci di sentimenti d’amore e bontà, ma l’omosessualità è un disturbo,

non è possibile mettere sullo

stesso piano l’amore gay e quello tra uomo e donna”

 

Anche se l’alternativa, come i 2 protagonisti, è

l’infelicità (nonchè la morte di uno dei due)?

 

“La Chiesa chiede uno sforzo, la loro vita è una

battaglia per la castità”.

 

PSIC. SCHELOTTO:

È un film che fa riflettere e abbatte i falsi miti della femminuccia,

della donna mancata. È esattamente il contrario: è davvero una

storia d’amore con le stesse dinamiche di una qualsiasi altra

coppia (etero). Fa pensare all’amore ostacolato dai (pre)giudizi”.


 

ALCUNE OPERE DI APPROFONDIMENTO CINEMATOGRAFICO E LETTERARIO:

 Libri

-“Altri Libertini” – Pier Vittorio Tondelli

-“I segreti di Brokeback Mountain” – Annie Proulx

– “L’amore secondo noi” – Vaccarello

-“Angeli da un’ala soltanto” – Gastaldi

Film

– “In & Out” – di Frank Oz con Kevin Kline (1997)

-“Piume di struzzo” – di Mike Nichols con Robin Williams (1996)

-“Monster” – di Patty Jenkins con Charlize Theron (2003)

-“Transamerica” – di Duncan Tucker con Felicity Huffman (2006)

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